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		<title><![CDATA[Comunisti per la Federazione della Sinistra - Tutti i forum]]></title>
		<link>http://forumsinistra.info/</link>
		<description><![CDATA[Comunisti per la Federazione della Sinistra - http://forumsinistra.info]]></description>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 02:46:48 +0200</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[SAKINEH]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-sakineh</link>
			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 15:07:36 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-sakineh</guid>
			<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold;">IRAN: MOBILITAZIONE A ROMA DAVANTI AD AMBASCIATA PER SALVARE SAKINEH  </span><br />
  <br />
(ASCA) - Roma, 2 set - ''Salviamo Sakineh. Fermiamo le pietre''. Questo lo slogan che fa da sfondo alla mobilitazione organizzata a Roma davanti alla ambasciata iraniana per protestare contro la condanna alla lapidazione nei confronti della donna iraniana, Sakineh Mohammadi Ashtiani, accusata di adulterio dalle autorita' di Teheran.<br />
<br />
Centinaia di persone si sono riunite davanti alla sede diplomatica iraniana in via Nomentana aderendo all'iniziativa organizzata dai Verdi. Tra i rappresentanti politici, diversi membri del Pd, del partito Sinistra e liberta', dell'Italia dei Valori. <span style="text-decoration: underline;">Tra gli altri, Paolo Ferrero, segretario del Prc/Federazione della Sinistra </span> e il presidente della comunita' ebraica romana, Riccardo Pacifici. <br />
<br />
Per strada, oltre ai cartelli e ai manifesti, spicca un manichino di donna vestito con il tipico velo islamico nero e con il volto macchiato di vernice rossa ricoperto dalle pietre. Un'immagine forte per ricordare la violenza della lapidazione.<br />
<br />
Tante le iniziative messe in campo questi giorni dalla comunita' internazionale e dal governo italiano che chiedono alle autorita' iraniane di risparmiare la vita di Sakineh.<br />
<br />
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha disposto l'affissione di una gigantografia della donna iraniana in piazza del Campidoglio.<br />
<br />
Stessa iniziativa e' stata adottata dal ministero per le Pari Opportunita' e presto una foto della donna iraniana, madre di due figli, campeggera' su Palazzo Valentini. Ieri i ministri degli Affari esteri, Franco Frattini e delle Pari opportunita' Mara Carfagna, avevano lanciato un appello affinche' la vita di Sakineh venga risparmiata.<br />
 <br />
<a href="http://www.asca.it/news-IRAN__MOBILITAZIONE_A_ROMA_DAVANTI_AD_AMBASCIATA_PER_SALVARE_SAKINEH-945650-ORA-.html" target="_blank">http://www.asca.it/news-IRAN__MOBILITAZI...-ORA-.html</a><hr />
Non so se sia giusto metterlo in politica estera, comunque voi che ne pensate?<br />
<br />
Mi sembra che Ferrero sia andato a titolo personale oppure avete notizie di una adesione della FdS?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="font-weight: bold;">IRAN: MOBILITAZIONE A ROMA DAVANTI AD AMBASCIATA PER SALVARE SAKINEH  </span><br />
  <br />
(ASCA) - Roma, 2 set - ''Salviamo Sakineh. Fermiamo le pietre''. Questo lo slogan che fa da sfondo alla mobilitazione organizzata a Roma davanti alla ambasciata iraniana per protestare contro la condanna alla lapidazione nei confronti della donna iraniana, Sakineh Mohammadi Ashtiani, accusata di adulterio dalle autorita' di Teheran.<br />
<br />
Centinaia di persone si sono riunite davanti alla sede diplomatica iraniana in via Nomentana aderendo all'iniziativa organizzata dai Verdi. Tra i rappresentanti politici, diversi membri del Pd, del partito Sinistra e liberta', dell'Italia dei Valori. <span style="text-decoration: underline;">Tra gli altri, Paolo Ferrero, segretario del Prc/Federazione della Sinistra </span> e il presidente della comunita' ebraica romana, Riccardo Pacifici. <br />
<br />
Per strada, oltre ai cartelli e ai manifesti, spicca un manichino di donna vestito con il tipico velo islamico nero e con il volto macchiato di vernice rossa ricoperto dalle pietre. Un'immagine forte per ricordare la violenza della lapidazione.<br />
<br />
Tante le iniziative messe in campo questi giorni dalla comunita' internazionale e dal governo italiano che chiedono alle autorita' iraniane di risparmiare la vita di Sakineh.<br />
<br />
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha disposto l'affissione di una gigantografia della donna iraniana in piazza del Campidoglio.<br />
<br />
Stessa iniziativa e' stata adottata dal ministero per le Pari Opportunita' e presto una foto della donna iraniana, madre di due figli, campeggera' su Palazzo Valentini. Ieri i ministri degli Affari esteri, Franco Frattini e delle Pari opportunita' Mara Carfagna, avevano lanciato un appello affinche' la vita di Sakineh venga risparmiata.<br />
 <br />
<a href="http://www.asca.it/news-IRAN__MOBILITAZIONE_A_ROMA_DAVANTI_AD_AMBASCIATA_PER_SALVARE_SAKINEH-945650-ORA-.html" target="_blank">http://www.asca.it/news-IRAN__MOBILITAZI...-ORA-.html</a><hr />
Non so se sia giusto metterlo in politica estera, comunque voi che ne pensate?<br />
<br />
Mi sembra che Ferrero sia andato a titolo personale oppure avete notizie di una adesione della FdS?]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[se domattina..........]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-se-domattina</link>
			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 02:09:32 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-se-domattina</guid>
			<description><![CDATA[Vi chiamasse un grosso esponenete comunista italiano, di quelli che possono dare una smossa alla situazione ma non si decidono ancora, e chiedesse di incontrarvi e accettate, dopo avergli dato dello stronzo per come stanno gestendo i fatti, cosa gli consigliereste:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Vi chiamasse un grosso esponenete comunista italiano, di quelli che possono dare una smossa alla situazione ma non si decidono ancora, e chiedesse di incontrarvi e accettate, dopo avergli dato dello stronzo per come stanno gestendo i fatti, cosa gli consigliereste:]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[&#93;A BERGAMO LA LEGA FA SFRATTARE I DISOCCUPATI, MA QUESTA VOLTA HANNO TROVATO NOI]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-a-bergamo-la-lega-fa-sfrattare-i-disoccupati-ma-questa-volta-hanno-trovato-noi</link>
			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 01:58:07 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-a-bergamo-la-lega-fa-sfrattare-i-disoccupati-ma-questa-volta-hanno-trovato-noi</guid>
			<description><![CDATA[<span style="font-size: large;"><span style="font-weight: bold;">A BERGAMO LA LEGA FA SFRATTARE I DISOCCUPATI, MA QUESTA VOLTA HANNO TROVATO NOI</span></span><br />
<br />
I compagni di Bergamo hanno iniziato un percorso di lotta contro gli sfratti e l'assenza d'intervento delle istituzioni. Un esempio da seguire ovunque, la sinistra o è sociale o non è.<br />
<br />
da Alternainsieme.net<br />
<br />
FATIMA E I SUOI FIGLI PER QUESTO MESE POTRANNO RIMANERE NELLA CASA DI VALMAGGIORE E’ questo il risultato che la mobilitazione antisfratto e di solidarietà dei cittadini, dei lavoratori e dei giovani della Valcavallina è riuscita ad ottenere, mentre le istituzioni sono state volutamente e vergognosamente assenti.<br />
<br />
FACCIAMO APPELLO A TUTT*: dobbiamo trovare una casa per Fatima e un lavoro per i suoi figli disoccupati; per questo chiediamo contributi e proposte, e chiediamo di continuare la sottoscrizione che abbiamo avviato nei giorni scorsi.<br />
<br />
*** Contattare il nostro sito (alternainsieme@yahoo.it), oppure Fabio (Unione Inquilini, tel. 339.7728683) oppure Maurizio (L’Alternativa-S. Paolo d’Argon: tel. 338.9759975). Grazie! La mobilitazione continua…<br />
<br />
Comunicato PRC<br />
Fatima e i suoi figli per il mese di settembre potranno rimanere nell’alloggio di Valmaggiore di Endine.<br />
<br />
Questo il risultato del lungo e teso confronto di stamattina con l’ufficiale giudiziario, che aveva chiamato le forze dell’ordine per l’immediata ed inderogabile esecuzione dello sfratto, che avrebbe letteralmente lasciato per strada l’intera famiglia di Fatima e dei due figli cittadini italiani<br />
<br />
Malgrado le nostre sollecitazioni nei giorni scorsi l’amministrazione comunale si è resa indisponibile a cercare una soluzione.<br />
<br />
Anche questa mattina il responsabile del sindacato Unione Inquilini. Fabio Cochis più volte ha chiesto che il Sindaco e l’assessore ai servizi sociali fossero presenti sul luogo dello sfratto, ma nessuno dei due si è voluto presentare.<br />
<br />
Una scelta inaccettabile e volutamente antisolidale quella del Comune di Endine, a cui si sono contrapposti il senso di civiltà e di responsabilità dei cittadini, dei giovani e dei compagni di Rifondazione, che questa mattina sono accorsi a Endine, nonché solidarietà di altre persone della Valcavallina che nell’ultimo fine settimana sono riusciti a raccogliere una sottoscrizione..<br />
<br />
Grazie a questa duplice mobilitazione di solidarietà, nell’assenza totale del benché minimo segnale delle istituzione, è stato alla fine possibile giungere con l’autorità giudiziaria e con la proprietà ad un soluzione condivisa che permette temporaneamente alla famiglia di Fatima di rimanere nella casa di Valmaggiore.<br />
<br />
Nel ringraziare i cittadini, i lavoratori e i giovani che si sono mobilitati, facciamo appello a tutti e in particolare alle associazioni del volontariato e ai comuni della Valcavallina perché in queste settimane sia trovata una soluzione definitiva, sia nei termini di diritto alla casa sia in quelli del diritto al lavoro, in quanto i figli di Fatima sono ora disoccupati.<br />
<br />
Chiediamo inoltre a tutti i cittadini di continuare e allargare la sottoscrizione che è stata avviata.<br />
<br />
Vogliamo in questo modo poter contribuire a rafforzare una reale e concreta rete di solidarietà attiva per fermare gli sfratti per morosità, aumentati in bergamasca del 300% rispetto al 2009.<br />
<br />
Su come sottoscrivere e per altri contributi, contatti e proposte, si prega di far riferimento al sito : <a href="http://www.alternainsieme.net" target="_blank">http://www.alternainsieme.net</a><br />
<br />
Prc- Circolo della Valcavallina - Borgo di Terzo, 02.09.10<br />
<br />
<a href="http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&amp;id=8120&amp;view=article" target="_blank">http://www.controlacrisi.org/joomla/inde...ew=article</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="font-size: large;"><span style="font-weight: bold;">A BERGAMO LA LEGA FA SFRATTARE I DISOCCUPATI, MA QUESTA VOLTA HANNO TROVATO NOI</span></span><br />
<br />
I compagni di Bergamo hanno iniziato un percorso di lotta contro gli sfratti e l'assenza d'intervento delle istituzioni. Un esempio da seguire ovunque, la sinistra o è sociale o non è.<br />
<br />
da Alternainsieme.net<br />
<br />
FATIMA E I SUOI FIGLI PER QUESTO MESE POTRANNO RIMANERE NELLA CASA DI VALMAGGIORE E’ questo il risultato che la mobilitazione antisfratto e di solidarietà dei cittadini, dei lavoratori e dei giovani della Valcavallina è riuscita ad ottenere, mentre le istituzioni sono state volutamente e vergognosamente assenti.<br />
<br />
FACCIAMO APPELLO A TUTT*: dobbiamo trovare una casa per Fatima e un lavoro per i suoi figli disoccupati; per questo chiediamo contributi e proposte, e chiediamo di continuare la sottoscrizione che abbiamo avviato nei giorni scorsi.<br />
<br />
*** Contattare il nostro sito (alternainsieme@yahoo.it), oppure Fabio (Unione Inquilini, tel. 339.7728683) oppure Maurizio (L’Alternativa-S. Paolo d’Argon: tel. 338.9759975). Grazie! La mobilitazione continua…<br />
<br />
Comunicato PRC<br />
Fatima e i suoi figli per il mese di settembre potranno rimanere nell’alloggio di Valmaggiore di Endine.<br />
<br />
Questo il risultato del lungo e teso confronto di stamattina con l’ufficiale giudiziario, che aveva chiamato le forze dell’ordine per l’immediata ed inderogabile esecuzione dello sfratto, che avrebbe letteralmente lasciato per strada l’intera famiglia di Fatima e dei due figli cittadini italiani<br />
<br />
Malgrado le nostre sollecitazioni nei giorni scorsi l’amministrazione comunale si è resa indisponibile a cercare una soluzione.<br />
<br />
Anche questa mattina il responsabile del sindacato Unione Inquilini. Fabio Cochis più volte ha chiesto che il Sindaco e l’assessore ai servizi sociali fossero presenti sul luogo dello sfratto, ma nessuno dei due si è voluto presentare.<br />
<br />
Una scelta inaccettabile e volutamente antisolidale quella del Comune di Endine, a cui si sono contrapposti il senso di civiltà e di responsabilità dei cittadini, dei giovani e dei compagni di Rifondazione, che questa mattina sono accorsi a Endine, nonché solidarietà di altre persone della Valcavallina che nell’ultimo fine settimana sono riusciti a raccogliere una sottoscrizione..<br />
<br />
Grazie a questa duplice mobilitazione di solidarietà, nell’assenza totale del benché minimo segnale delle istituzione, è stato alla fine possibile giungere con l’autorità giudiziaria e con la proprietà ad un soluzione condivisa che permette temporaneamente alla famiglia di Fatima di rimanere nella casa di Valmaggiore.<br />
<br />
Nel ringraziare i cittadini, i lavoratori e i giovani che si sono mobilitati, facciamo appello a tutti e in particolare alle associazioni del volontariato e ai comuni della Valcavallina perché in queste settimane sia trovata una soluzione definitiva, sia nei termini di diritto alla casa sia in quelli del diritto al lavoro, in quanto i figli di Fatima sono ora disoccupati.<br />
<br />
Chiediamo inoltre a tutti i cittadini di continuare e allargare la sottoscrizione che è stata avviata.<br />
<br />
Vogliamo in questo modo poter contribuire a rafforzare una reale e concreta rete di solidarietà attiva per fermare gli sfratti per morosità, aumentati in bergamasca del 300% rispetto al 2009.<br />
<br />
Su come sottoscrivere e per altri contributi, contatti e proposte, si prega di far riferimento al sito : <a href="http://www.alternainsieme.net" target="_blank">http://www.alternainsieme.net</a><br />
<br />
Prc- Circolo della Valcavallina - Borgo di Terzo, 02.09.10<br />
<br />
<a href="http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&amp;id=8120&amp;view=article" target="_blank">http://www.controlacrisi.org/joomla/inde...ew=article</a>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[documento dell'esecutivo naz FGCI 2 sett 2010]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-documento-dell-esecutivo-naz-fgci-2-sett-2010</link>
			<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 18:14:44 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-documento-dell-esecutivo-naz-fgci-2-sett-2010</guid>
			<description><![CDATA[<a href="http://www.fgci.it/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=1074&amp;mode=thread&amp;order=0&amp;thold=0" target="_blank">http://www.fgci.it/modules.php?op=modloa...=0&#x26;thold=0</a><br />
<br />
<span style="font-size: large;"><span style="font-weight: bold;">L'ATTACCO AL NOSTRO FUTURO, IL FURTO DEL NOSTRO PRESENTE</span></span><br />
<br />
L'aggressione che il blocco di potere del Governo, di Confindustria e delle autorità economiche internazionali come la Bce stanno portando contro la classi popolari anche del nostro Paese è ormai del tutto esplicita anche nelle forme: mai come in questo caso è evidente la riproposizione del vecchio schema liberale di socializzazione delle perdite e privatizzazione degli utili.<br />
<br />
L'intervento statale, per anni demonizzato, è stato rispolverato, ma unicamente in funzione di salvataggio per banche e grandi gruppi finanziari, in larga parte responsabili della crisi economica.<br />
<br />
La ferocia autoritaria usata da FIAT e Marchionne nelle settimane recenti ne è uno dei segni rivelatori più lampanti, ma non certo l'unico.<br />
<br />
La crisi economica di sistema che stiamo vivendo in parte agisce da comburente della trasformazione sociale, che a partire dal mondo del lavoro sta modificando nel profondo tutti gli aspetti della vita delle persone.<br />
<br />
In particolare la nostra generazione sta incrociando una fase di trasformazione regressiva che, per la prima volta almeno dal secondo dopoguerra, rende le prospettive di benessere e di vita dei figli sicuramente inferiori a quelle dei genitori.<br />
<br />
Il precariato dei contratti, che negli anni ormai è stato portato a norma, l'abbassamento sistematico dei salari, la contrazione dei diritti sul lavoro, il disinvestimento sul sistema dell'istruzione pubblica, la costruzione di una scuola di classe che divide tra predestinati per censo alla classe dirigente o alla produzione, la privatizzazione di università e ricerca rendono la nostra generazione strutturalmente precaria, senza certezze e prospettive: è evidente, inoltre, che queste due aree di reazione hanno bisogno per sostenersi di una torsione autoritaria della qualità democratica del paese.<br />
<br />
Esiste dunque in Italia una gigantesca questione generazionale che va affrontata con serietà e concretezza, approntando gli strumenti necessari.<br />
<br />
 <br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">IL SOGGETTO POLITICO DELLA GENERAZIONE RIBELLE</span><br />
<br />
Per questo la Fgci abbandona ogni indugio e comincia da subito un processo costitutivo del soggetto politico per la generazione ribelle, con tutti coloro che a sinistra in ambito giovanile, politico, culturale e associativo, condivideranno analisi e programma di massima, a partire dall'avvicinamento delle due organizzazioni giovanili comuniste, la nostra e i Giovani Comunisti, con i quali abbiamo già da tempo intrapreso un percorso di collaborazione nelle lotte.<br />
<br />
<span style="text-decoration: underline;">Vogliamo che questo percorso proceda con importanti simmetrie rispetto a quello della Federazione della Sinistra, ma senza replicarne pigramente dinamiche, equilibri e dibattito interno</span>.<br />
<br />
<span style="text-decoration: underline;">Per la riuscita di questo progetto è imprescindibile che i tempi siano certi e rapidi, adeguati a quelli della società e della politica</span>; non possiamo più permetterci false partenze e attendismi autoreferenziali.<br />
<br />
<span style="text-decoration: underline;">Proponiamo quindi</span>, per indagare le forme organizzative più opportune e per allargare il coinvolgimento dei territori e di altri soggetti, <span style="text-decoration: underline;">un gruppo operativo, snello, non pletorico e confusionario, con i compagni e le compagne dei Giovani Comunisti, che i due esecutivi si impegneranno a costituire in tempi certi, con l'incarico di completare <span style="font-weight: bold;">entro dicembre 2010 il lavoro preparatorio per un'assemblea fondativa del nuovo soggetto politico</span></span>.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Questione del lavoro, questione dei saperi e difesa della democrazia devono diventare i tre assi cardine</span> lungo i quali sviluppare la nostra azione complessiva che ha l'intento di radicare e dare forza al nuovo conflitto sociale per trasformare il Paese.<br />
<br />
Questione del lavoro per i giovani significa innanzi tutto lotta alla precarietà, questione salariale, diritto al lavoro. Abrogazione della Legge 30, salario minimo, piena e giusta occupazione devono essere le proposte centrali, sulle quali costruire campagne, mobilitazione e consenso.<br />
<br />
Il mondo dei saperi è stato, negli ultimi anni, oggetto di fortissimi attacchi, con il chiaro scopo di dare all'istruzione italiana un'impostazione classista. Diritto allo studio, contrasto alla privatizzazione dell'università, investimenti e autonomia della ricerca devono diventare nostri campi di azione prioritari, in sinergia virtuosa con i soggetti, sindacali, associativi, locali e nazionali, che da sinistra sono impegnati da anni su questo terreno.<br />
<br />
Il riscatto della nostra generazione non può non passare per una trasformazione radicale della qualità della democrazia in cui viviamo: battaglia contro il berlusconismo, inteso come prassi politica e sistema di valori, a partire dal devastante egoismo sociale affermatosi nel nostro Paese negli ultimi 20 anni, costruzione di un argine e di una nuova Resistenza contro il fascismo esplicito e mascherato, a partire dalla difesa della Costituzione attaccata ogni giorno di più, affermazione dei diritti delle persone GLBTQI e in ambito SOGI, questione femminile e specificità di genere, devono essere nostre priorità, sulle quali cercare il più ampio spettro di unità di azione.<br />
<br />
Il primo appuntamento cruciale di questo autunno, funzionale proprio alla ripresa del conflitto, sarà la manifestazione nazionale del 16 ottobre indetta dalla FIOM contro le misure predatorie verso le classi popolari del governo e di Confindustria, che connette proprio lavoro e democrazia, nel quale assumiamo come nostro il compito di farvi irrompere i saperi.<br />
<br />
 <br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">LA FGCI A DISPOSIZIONE DELLA COSTRUZIONE DI UN UNICO PARTITO COMUNISTA</span><br />
<br />
E' evidente che nella sfida per la costruzione del soggetto politico della generazione ribelle le comuniste e i comunisti dovranno affinare i propri strumenti, di lotta e di analisi: rimane centrale, a maggior ragione, la costruzione di un'unica e seria forza politica comunista nel nostro Paese che possa essere perno della rinascita della sinistra e del conflitto.<br />
<br />
La Fgci per questo non si scioglie, forte del patrimonio di preparazione e maturità che pur nella consapevolezza della nostra parzialità e inadeguatezza, abbiamo dimostrato di avere, e si mette a disposizione di tutti coloro che vorranno costruire assieme a noi una forza giovanile comunista, funzionale all'analogo progetto della costruzione di un unico partito comunista.<br />
<br />
Tutto ciò a partire da un impegno politico e organizzativo concreto nei prossimi mesi che vede tra le varie iniziative due fronti di impegno principali:<br />
<br />
a) La ripresa organica della formazione di quadri e militanti come base della strutturazione, con la realizzazione di due scuole quadri entro l'anno, una al centro-nord e una al centro-sud.<br />
<br />
Unitamente a questo l'istituzione di specifici supporti web volti alla ricerca e alla documentazione individuale dei compagni, a cui alcuni nostri territori hanno già iniziato a lavorare.<br />
<br />
b) Uno sforzo organizzativo per radicarci dove ancora non siamo presenti in maniera confacente all'importanza del contesto. Il nostro primo impegno sarà sulla zona di Milano per la sua rilevanza come centro produttivo, metropolitano e industriale.<br />
<br />
Approvato all'unanimità dell'Esecutivo nazionale della FGCI, il 2 Settembre 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.fgci.it/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=1074&amp;mode=thread&amp;order=0&amp;thold=0" target="_blank">http://www.fgci.it/modules.php?op=modloa...=0&thold=0</a><br />
<br />
<span style="font-size: large;"><span style="font-weight: bold;">L'ATTACCO AL NOSTRO FUTURO, IL FURTO DEL NOSTRO PRESENTE</span></span><br />
<br />
L'aggressione che il blocco di potere del Governo, di Confindustria e delle autorità economiche internazionali come la Bce stanno portando contro la classi popolari anche del nostro Paese è ormai del tutto esplicita anche nelle forme: mai come in questo caso è evidente la riproposizione del vecchio schema liberale di socializzazione delle perdite e privatizzazione degli utili.<br />
<br />
L'intervento statale, per anni demonizzato, è stato rispolverato, ma unicamente in funzione di salvataggio per banche e grandi gruppi finanziari, in larga parte responsabili della crisi economica.<br />
<br />
La ferocia autoritaria usata da FIAT e Marchionne nelle settimane recenti ne è uno dei segni rivelatori più lampanti, ma non certo l'unico.<br />
<br />
La crisi economica di sistema che stiamo vivendo in parte agisce da comburente della trasformazione sociale, che a partire dal mondo del lavoro sta modificando nel profondo tutti gli aspetti della vita delle persone.<br />
<br />
In particolare la nostra generazione sta incrociando una fase di trasformazione regressiva che, per la prima volta almeno dal secondo dopoguerra, rende le prospettive di benessere e di vita dei figli sicuramente inferiori a quelle dei genitori.<br />
<br />
Il precariato dei contratti, che negli anni ormai è stato portato a norma, l'abbassamento sistematico dei salari, la contrazione dei diritti sul lavoro, il disinvestimento sul sistema dell'istruzione pubblica, la costruzione di una scuola di classe che divide tra predestinati per censo alla classe dirigente o alla produzione, la privatizzazione di università e ricerca rendono la nostra generazione strutturalmente precaria, senza certezze e prospettive: è evidente, inoltre, che queste due aree di reazione hanno bisogno per sostenersi di una torsione autoritaria della qualità democratica del paese.<br />
<br />
Esiste dunque in Italia una gigantesca questione generazionale che va affrontata con serietà e concretezza, approntando gli strumenti necessari.<br />
<br />
 <br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">IL SOGGETTO POLITICO DELLA GENERAZIONE RIBELLE</span><br />
<br />
Per questo la Fgci abbandona ogni indugio e comincia da subito un processo costitutivo del soggetto politico per la generazione ribelle, con tutti coloro che a sinistra in ambito giovanile, politico, culturale e associativo, condivideranno analisi e programma di massima, a partire dall'avvicinamento delle due organizzazioni giovanili comuniste, la nostra e i Giovani Comunisti, con i quali abbiamo già da tempo intrapreso un percorso di collaborazione nelle lotte.<br />
<br />
<span style="text-decoration: underline;">Vogliamo che questo percorso proceda con importanti simmetrie rispetto a quello della Federazione della Sinistra, ma senza replicarne pigramente dinamiche, equilibri e dibattito interno</span>.<br />
<br />
<span style="text-decoration: underline;">Per la riuscita di questo progetto è imprescindibile che i tempi siano certi e rapidi, adeguati a quelli della società e della politica</span>; non possiamo più permetterci false partenze e attendismi autoreferenziali.<br />
<br />
<span style="text-decoration: underline;">Proponiamo quindi</span>, per indagare le forme organizzative più opportune e per allargare il coinvolgimento dei territori e di altri soggetti, <span style="text-decoration: underline;">un gruppo operativo, snello, non pletorico e confusionario, con i compagni e le compagne dei Giovani Comunisti, che i due esecutivi si impegneranno a costituire in tempi certi, con l'incarico di completare <span style="font-weight: bold;">entro dicembre 2010 il lavoro preparatorio per un'assemblea fondativa del nuovo soggetto politico</span></span>.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Questione del lavoro, questione dei saperi e difesa della democrazia devono diventare i tre assi cardine</span> lungo i quali sviluppare la nostra azione complessiva che ha l'intento di radicare e dare forza al nuovo conflitto sociale per trasformare il Paese.<br />
<br />
Questione del lavoro per i giovani significa innanzi tutto lotta alla precarietà, questione salariale, diritto al lavoro. Abrogazione della Legge 30, salario minimo, piena e giusta occupazione devono essere le proposte centrali, sulle quali costruire campagne, mobilitazione e consenso.<br />
<br />
Il mondo dei saperi è stato, negli ultimi anni, oggetto di fortissimi attacchi, con il chiaro scopo di dare all'istruzione italiana un'impostazione classista. Diritto allo studio, contrasto alla privatizzazione dell'università, investimenti e autonomia della ricerca devono diventare nostri campi di azione prioritari, in sinergia virtuosa con i soggetti, sindacali, associativi, locali e nazionali, che da sinistra sono impegnati da anni su questo terreno.<br />
<br />
Il riscatto della nostra generazione non può non passare per una trasformazione radicale della qualità della democrazia in cui viviamo: battaglia contro il berlusconismo, inteso come prassi politica e sistema di valori, a partire dal devastante egoismo sociale affermatosi nel nostro Paese negli ultimi 20 anni, costruzione di un argine e di una nuova Resistenza contro il fascismo esplicito e mascherato, a partire dalla difesa della Costituzione attaccata ogni giorno di più, affermazione dei diritti delle persone GLBTQI e in ambito SOGI, questione femminile e specificità di genere, devono essere nostre priorità, sulle quali cercare il più ampio spettro di unità di azione.<br />
<br />
Il primo appuntamento cruciale di questo autunno, funzionale proprio alla ripresa del conflitto, sarà la manifestazione nazionale del 16 ottobre indetta dalla FIOM contro le misure predatorie verso le classi popolari del governo e di Confindustria, che connette proprio lavoro e democrazia, nel quale assumiamo come nostro il compito di farvi irrompere i saperi.<br />
<br />
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<br />
<span style="font-weight: bold;">LA FGCI A DISPOSIZIONE DELLA COSTRUZIONE DI UN UNICO PARTITO COMUNISTA</span><br />
<br />
E' evidente che nella sfida per la costruzione del soggetto politico della generazione ribelle le comuniste e i comunisti dovranno affinare i propri strumenti, di lotta e di analisi: rimane centrale, a maggior ragione, la costruzione di un'unica e seria forza politica comunista nel nostro Paese che possa essere perno della rinascita della sinistra e del conflitto.<br />
<br />
La Fgci per questo non si scioglie, forte del patrimonio di preparazione e maturità che pur nella consapevolezza della nostra parzialità e inadeguatezza, abbiamo dimostrato di avere, e si mette a disposizione di tutti coloro che vorranno costruire assieme a noi una forza giovanile comunista, funzionale all'analogo progetto della costruzione di un unico partito comunista.<br />
<br />
Tutto ciò a partire da un impegno politico e organizzativo concreto nei prossimi mesi che vede tra le varie iniziative due fronti di impegno principali:<br />
<br />
a) La ripresa organica della formazione di quadri e militanti come base della strutturazione, con la realizzazione di due scuole quadri entro l'anno, una al centro-nord e una al centro-sud.<br />
<br />
Unitamente a questo l'istituzione di specifici supporti web volti alla ricerca e alla documentazione individuale dei compagni, a cui alcuni nostri territori hanno già iniziato a lavorare.<br />
<br />
b) Uno sforzo organizzativo per radicarci dove ancora non siamo presenti in maniera confacente all'importanza del contesto. Il nostro primo impegno sarà sulla zona di Milano per la sua rilevanza come centro produttivo, metropolitano e industriale.<br />
<br />
Approvato all'unanimità dell'Esecutivo nazionale della FGCI, il 2 Settembre 2010]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[CREATION]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-creation</link>
			<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 16:21:59 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-creation</guid>
			<description><![CDATA[<span style="color: #FF0000;"><span style="font-weight: bold;">Hawking: «Dio non è necessario<br />
a spiegare la creazione dell'Universo»</span></span><br />
<br />
<img src="http://www.filosofico.net/hawking.jpg" border="0" alt="[Immagine: hawking.jpg&#93;" /><br />
<br />
Stephen Hawking  <br />
<br />
LONDRA - La creazione dell'universo si può spiegare anche senza l'intervento di Dio, poiché le ultime scoperte scientifiche hanno dimostrato che esistono alternative all'idea che esso sia nato dalla mano divina. Lo sostiene lo scienziato britannico Stephen Hawking nel suo ultimo libro «The Grand Design» (Il progetto grandioso), di cui il Times pubblica alcuni brani. <br />
<br />
LEGGI DELLA FISICA - La creazione dell'universo, scrive Hawking, è stata semplicemente una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica. «Poiché esistono leggi come quella della gravità - sostiene il matematico nel libro di cui è coautore il fisico americano Leonard Mlodinow - l'universo può essere stato creato dal nulla». Considerando che è altamente probabile che esistano non solo altri pianeti simili alla Terra ma addirittura altri universi, Hawking sostiene che se Dio avesse voluto creare l'universo allo scopo di creare l'uomo, non avrebbe avuto senso aggiungere tutto il resto. <br />
<br />
LA RAGIONE UMANA - In questo modo Hawking rivede la teoria espressa in precedenza in «Una breve storia del tempo», in cui aveva sostenuto che non vi fosse incompatibilità tra un Dio creatore e la comprensione scientifica dell'universo. «Se arrivassimo a scoprire una teoria completa sarebbe il trionfo definitivo della ragione umana perché conosceremmo la mente di Dio», aveva scritto nel 1998.<br />
<br />
<a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_settembre_02/hawking-dio-necessario-universo_a96e3d5e-b68c-11df-83d3-00144f02aabe.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/scienze_e_tecnolo...aabe.shtml</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="color: #FF0000;"><span style="font-weight: bold;">Hawking: «Dio non è necessario<br />
a spiegare la creazione dell'Universo»</span></span><br />
<br />
<img src="http://www.filosofico.net/hawking.jpg" border="0" alt="[Immagine: hawking.jpg]" /><br />
<br />
Stephen Hawking  <br />
<br />
LONDRA - La creazione dell'universo si può spiegare anche senza l'intervento di Dio, poiché le ultime scoperte scientifiche hanno dimostrato che esistono alternative all'idea che esso sia nato dalla mano divina. Lo sostiene lo scienziato britannico Stephen Hawking nel suo ultimo libro «The Grand Design» (Il progetto grandioso), di cui il Times pubblica alcuni brani. <br />
<br />
LEGGI DELLA FISICA - La creazione dell'universo, scrive Hawking, è stata semplicemente una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica. «Poiché esistono leggi come quella della gravità - sostiene il matematico nel libro di cui è coautore il fisico americano Leonard Mlodinow - l'universo può essere stato creato dal nulla». Considerando che è altamente probabile che esistano non solo altri pianeti simili alla Terra ma addirittura altri universi, Hawking sostiene che se Dio avesse voluto creare l'universo allo scopo di creare l'uomo, non avrebbe avuto senso aggiungere tutto il resto. <br />
<br />
LA RAGIONE UMANA - In questo modo Hawking rivede la teoria espressa in precedenza in «Una breve storia del tempo», in cui aveva sostenuto che non vi fosse incompatibilità tra un Dio creatore e la comprensione scientifica dell'universo. «Se arrivassimo a scoprire una teoria completa sarebbe il trionfo definitivo della ragione umana perché conosceremmo la mente di Dio», aveva scritto nel 1998.<br />
<br />
<a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_settembre_02/hawking-dio-necessario-universo_a96e3d5e-b68c-11df-83d3-00144f02aabe.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/scienze_e_tecnolo...aabe.shtml</a>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[GAZA: PUTTANE E MARXISTE LE MILITANTI DEL FPLP]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-gaza-puttane-e-marxiste-le-militanti-del-fplp</link>
			<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 22:56:21 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-gaza-puttane-e-marxiste-le-militanti-del-fplp</guid>
			<description><![CDATA[la fonte non è il massimo, comunque:<br />
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><span style="font-weight: bold;"><br />
GAZA: PUTTANE E MARXISTE LE MILITANTI DEL FPLP</span></span><br />
<br />
<img src="http://www.info-palestine.net/IMG/jpg/shireen_women_day.jpg" border="0" alt="[Immagine: shireen_women_day.jpg&#93;" /></div>
<br />
di Amira Hass*<br />
<br />
"Vorrei che queste immagini giungessero a quelli di sinistra, all'estero," ha pensato la mia amica, giovedì, mentre guardava la polizia di Hamas picchiare con mazze e calci di fucile i suoi amici - attivisti del Fronte di Liberazione Popolare della Palestina. Sebbene la mia amica non sia mai stata una simpatizzante del governo di Fatah nella West Bank, è scandalizzata dalla visione romantica sul governo di Hamas degli attivisti stranieri Sarà molto difficile ottenere fotografie relative alla protesta di giovedì, in quanto la polizia di Hamas ha impedito ai fotoreporter di fare il loro lavoro. A un certo punto, a Gaza City, sono stati sparati in aria dei colpi di arma da fuoco per disperdere i dimostranti del FPLP, una manifestazione che Hamas aveva definito raduno illegale. Molti manifestanti sono stati feriti e hanno avuto bisogno di assistenza medica; altri sono stati tratti in arresto per qualche tempo.<br />
<br />
<br />
"Noi donne non siamo state aggredite fisicamente dalla polizia," mi raccontò più tardi al telefono la mia amica. "Ci hanno detto solo delle parolacce." Il linguaggio volgare, per lo più variazioni di "puttana," era accompagnato da espressioni quali "marxista", che la polizia riteneva fosse un insulto. Non occorreva che loro fossero a conoscenza con esattezza del suo significato - essa è tra le parole orripilanti quali ateismo, comunismo e materialismo dialettico. In altre parole, tutti quei termini che non giustificano il mondo come creazione di Allah.<br />
<br />
Hamas e il FPLP hanno molto in comune: l'opposizione agli Accordi di Oslo, esaltazione della lotta armata e opposizione ai negoziati diretti con Israele. Molti dei sostenitori del FPLP, specialmente quelli più giovani, sono pure religiosi osservanti. Ma, per quanto riguarda la visione sociale e la tempra ideologica, il divario sembra ampio come lo era negli anni 1980, quando la maggior parte degli attacchi della Fratellanza Musulmana presero di mira gli "eretici", in particolar modo la sinistra palestinese, a quei tempi molto più forte di oggigiorno.<br />
<br />
I funzionari ad alto livello di Hamas possono prestare attenzione al proprio linguaggio quando discutono con i rappresentanti di una sinistra ridotta, ma l'atteggiamento vero traspare nel comportamento negli attivisti più giovani e nella gente che, nella gerarchia, è al più basso livello. Essi non sopportano molto le finzioni ed esprimono apertamente gli umori del momento.<br />
<br />
Ma non è stato il marxismo a trascinare, a Gaza City, circa 500 attivisti del FPLP al termine occidentale dell' Omar al-Mukhtar Boulevard, nella Piazza del Milite Ignoto, di fronte al Parlamento Palestinese (o a ciò che ne è rimasto dopo l'Operazione Piombo Fuso). I dimostranti si sono presentati per protestare contro la crisi nella distribuzione dell'energia elettrica a Gaza. Da parte di una organizzazione veterana e politicamente orgogliosa, questa è stata forse una scelta bizzarra per un raduno? Non a Gaza.<br />
<br />
Fin dall'inizio dell'anno, gli abitanti della Striscia di Gaza stanno subendo interruzioni di energia elettrica pianificate che, quotidianamente, si protraggono per oltre otto ore. Tra il 2006 e il 2009, l'Unione Europea aveva finanziato il carburante industriale usato nella centrale elettrica locale. Nel novembre del 2009, venne deciso, insieme al governo di Ramallah, che l'Autorità Palestinese avrebbe cominciato a pagare il diesel oltre al conto per l'elettricità che esso paga a Israele.<br />
<br />
Sin d'allora, la quantità di carburante che è entrata a Gaza è scemata costantemente. Nella prima settimana di agosto, ad esempio, nella Striscia erano entrati solo 812.006 litri di carburante diesel - il 23 % di quanto necessario. A Ramallah sostengono che la compagnia che ha il compito di riscuotere le bollette dell'elettricità a Gaza non sta svolgendo il proprio compito in modo corretto e/o trasferisce parte del denaro nei forzieri di Hamas. Hamas nega tutto ciò. Ramallah afferma pure che Hamas sta giocando sulle disgrazie della gente. Il FPLP, con la sua protesta, dichiara di non credere a nessuno dei due e che la distribuzione dell'elettricità è caduta vittima di una rivalità politica.<br />
<br />
Secondo il diritto palestinese, le dimostrazioni, le assemblee pubbliche e gli incontri politici non necessitano di un permesso da parte delle autorità. Si devono solo informare le autorità perché possano di conseguenza regolare il traffico. Il 5 di agosto il FPLP aveva dato comunicazione della protesta alle autorità.<br />
<br />
"Ci dissero che non c'era bisogno di protestare perché il problema era stato risolto," ha raccontato un attivista ad Ha'aretz. "Noi dicemmo che non era vero in quanto la crisi si stava protraendo ancora. Avemmo delle discussioni con Hamas e con il Ministero degli Interni. Loro insistevano sul fatto che noi non potevamo protestare. Noi insistevamo che potevamo farlo."<br />
<br />
"Per ‘pura coincidenza'," ha raccontato l'attivista. "Un'ora e mezza prima della nostra protesta, sulla stessa piazza si è presentato un gran numero di donne di Hamas con altoparlanti per manifestare in sostegno al governo sulla questione dell'elettricità. Quando vi giungemmo, in attesa c'erano centinaia di poliziotti con mazze e fucili, mentre l'autista dell'autocarro che trasportava i nostri altoparlanti, a seguito della richiesta della polizia, si allontanò molto velocemente."<br />
<br />
"Lui era stato noleggiato per quel lavoro, ma ha avuto paura. Dopo un certo attrito con la polizia, i nostri rappresentanti espressero poche, brevi frasi sulla nostra posizione. Subito dopo, venimmo dispersi con la violenza." Alcuni degli attivisti più giovani cercarono di difendersi dall'essere spintonati via dalla polizia con le sedie di plastica sistemate per la dimostrazione a favore di Hamas.<br />
<br />
Hamas aveva capito troppo bene il messaggio implicito nella protesta del FPLP. Il FPLP non è propenso a ritenere il regime di Hamas solo come una vittima, alla stessa stregua di Israele o dell'Autorità Palestinese. Hai assunto il potere? Sobbarcati pure le responsabilità.<br />
<br />
Ma, la repressione della protesta, spudoratamente brutale, mostra proprio com'è spaventato il governo di Gaza. Nella Striscia, aveva soppresso tutte le iniziative di Fatah, fossero queste pubbliche o private.<br />
<br />
La settimana scorsa, nel campo profughi di al-Maghazi, ha impedito una manifestazione di protesta del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (FDLP), anch'esso incentrato sulla crisi dell'energia elettrica. Ha proibito persino una celebrazione, organizzata dal Comitato Profughi di Khan Younis, per festeggiare gli studenti che erano stati promossi agli esami di immatricolazione.<br />
<br />
Questo avviene perché ogni attività non controllata da Hamas o di contestazione dell'assedio israeliano viene considerata come una minaccia per il regime del movimento. Se Hamas sentisse di avere ancora il sostegno della gente, non avrebbe bisogno di sopprimere ogni attività che non sia da lui promossa o che ritiene sfavorevole.<br />
<br />
* È una giornalista israeliana. Vive a Ramallah, in Cisgiordania, scrive per il quotidiano Ha'aretz e ha una rubrica su Internazionale.<br />
<br />
FONTE: <a href="http://www.internazionale.it" target="_blank">http://www.internazionale.it</a> <br />
<br />
<a href="http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&amp;id=8095&amp;view=article" target="_blank">http://www.controlacrisi.org/joomla/inde...ew=article</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[la fonte non è il massimo, comunque:<br />
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><span style="font-weight: bold;"><br />
GAZA: PUTTANE E MARXISTE LE MILITANTI DEL FPLP</span></span><br />
<br />
<img src="http://www.info-palestine.net/IMG/jpg/shireen_women_day.jpg" border="0" alt="[Immagine: shireen_women_day.jpg]" /></div>
<br />
di Amira Hass*<br />
<br />
"Vorrei che queste immagini giungessero a quelli di sinistra, all'estero," ha pensato la mia amica, giovedì, mentre guardava la polizia di Hamas picchiare con mazze e calci di fucile i suoi amici - attivisti del Fronte di Liberazione Popolare della Palestina. Sebbene la mia amica non sia mai stata una simpatizzante del governo di Fatah nella West Bank, è scandalizzata dalla visione romantica sul governo di Hamas degli attivisti stranieri Sarà molto difficile ottenere fotografie relative alla protesta di giovedì, in quanto la polizia di Hamas ha impedito ai fotoreporter di fare il loro lavoro. A un certo punto, a Gaza City, sono stati sparati in aria dei colpi di arma da fuoco per disperdere i dimostranti del FPLP, una manifestazione che Hamas aveva definito raduno illegale. Molti manifestanti sono stati feriti e hanno avuto bisogno di assistenza medica; altri sono stati tratti in arresto per qualche tempo.<br />
<br />
<br />
"Noi donne non siamo state aggredite fisicamente dalla polizia," mi raccontò più tardi al telefono la mia amica. "Ci hanno detto solo delle parolacce." Il linguaggio volgare, per lo più variazioni di "puttana," era accompagnato da espressioni quali "marxista", che la polizia riteneva fosse un insulto. Non occorreva che loro fossero a conoscenza con esattezza del suo significato - essa è tra le parole orripilanti quali ateismo, comunismo e materialismo dialettico. In altre parole, tutti quei termini che non giustificano il mondo come creazione di Allah.<br />
<br />
Hamas e il FPLP hanno molto in comune: l'opposizione agli Accordi di Oslo, esaltazione della lotta armata e opposizione ai negoziati diretti con Israele. Molti dei sostenitori del FPLP, specialmente quelli più giovani, sono pure religiosi osservanti. Ma, per quanto riguarda la visione sociale e la tempra ideologica, il divario sembra ampio come lo era negli anni 1980, quando la maggior parte degli attacchi della Fratellanza Musulmana presero di mira gli "eretici", in particolar modo la sinistra palestinese, a quei tempi molto più forte di oggigiorno.<br />
<br />
I funzionari ad alto livello di Hamas possono prestare attenzione al proprio linguaggio quando discutono con i rappresentanti di una sinistra ridotta, ma l'atteggiamento vero traspare nel comportamento negli attivisti più giovani e nella gente che, nella gerarchia, è al più basso livello. Essi non sopportano molto le finzioni ed esprimono apertamente gli umori del momento.<br />
<br />
Ma non è stato il marxismo a trascinare, a Gaza City, circa 500 attivisti del FPLP al termine occidentale dell' Omar al-Mukhtar Boulevard, nella Piazza del Milite Ignoto, di fronte al Parlamento Palestinese (o a ciò che ne è rimasto dopo l'Operazione Piombo Fuso). I dimostranti si sono presentati per protestare contro la crisi nella distribuzione dell'energia elettrica a Gaza. Da parte di una organizzazione veterana e politicamente orgogliosa, questa è stata forse una scelta bizzarra per un raduno? Non a Gaza.<br />
<br />
Fin dall'inizio dell'anno, gli abitanti della Striscia di Gaza stanno subendo interruzioni di energia elettrica pianificate che, quotidianamente, si protraggono per oltre otto ore. Tra il 2006 e il 2009, l'Unione Europea aveva finanziato il carburante industriale usato nella centrale elettrica locale. Nel novembre del 2009, venne deciso, insieme al governo di Ramallah, che l'Autorità Palestinese avrebbe cominciato a pagare il diesel oltre al conto per l'elettricità che esso paga a Israele.<br />
<br />
Sin d'allora, la quantità di carburante che è entrata a Gaza è scemata costantemente. Nella prima settimana di agosto, ad esempio, nella Striscia erano entrati solo 812.006 litri di carburante diesel - il 23 % di quanto necessario. A Ramallah sostengono che la compagnia che ha il compito di riscuotere le bollette dell'elettricità a Gaza non sta svolgendo il proprio compito in modo corretto e/o trasferisce parte del denaro nei forzieri di Hamas. Hamas nega tutto ciò. Ramallah afferma pure che Hamas sta giocando sulle disgrazie della gente. Il FPLP, con la sua protesta, dichiara di non credere a nessuno dei due e che la distribuzione dell'elettricità è caduta vittima di una rivalità politica.<br />
<br />
Secondo il diritto palestinese, le dimostrazioni, le assemblee pubbliche e gli incontri politici non necessitano di un permesso da parte delle autorità. Si devono solo informare le autorità perché possano di conseguenza regolare il traffico. Il 5 di agosto il FPLP aveva dato comunicazione della protesta alle autorità.<br />
<br />
"Ci dissero che non c'era bisogno di protestare perché il problema era stato risolto," ha raccontato un attivista ad Ha'aretz. "Noi dicemmo che non era vero in quanto la crisi si stava protraendo ancora. Avemmo delle discussioni con Hamas e con il Ministero degli Interni. Loro insistevano sul fatto che noi non potevamo protestare. Noi insistevamo che potevamo farlo."<br />
<br />
"Per ‘pura coincidenza'," ha raccontato l'attivista. "Un'ora e mezza prima della nostra protesta, sulla stessa piazza si è presentato un gran numero di donne di Hamas con altoparlanti per manifestare in sostegno al governo sulla questione dell'elettricità. Quando vi giungemmo, in attesa c'erano centinaia di poliziotti con mazze e fucili, mentre l'autista dell'autocarro che trasportava i nostri altoparlanti, a seguito della richiesta della polizia, si allontanò molto velocemente."<br />
<br />
"Lui era stato noleggiato per quel lavoro, ma ha avuto paura. Dopo un certo attrito con la polizia, i nostri rappresentanti espressero poche, brevi frasi sulla nostra posizione. Subito dopo, venimmo dispersi con la violenza." Alcuni degli attivisti più giovani cercarono di difendersi dall'essere spintonati via dalla polizia con le sedie di plastica sistemate per la dimostrazione a favore di Hamas.<br />
<br />
Hamas aveva capito troppo bene il messaggio implicito nella protesta del FPLP. Il FPLP non è propenso a ritenere il regime di Hamas solo come una vittima, alla stessa stregua di Israele o dell'Autorità Palestinese. Hai assunto il potere? Sobbarcati pure le responsabilità.<br />
<br />
Ma, la repressione della protesta, spudoratamente brutale, mostra proprio com'è spaventato il governo di Gaza. Nella Striscia, aveva soppresso tutte le iniziative di Fatah, fossero queste pubbliche o private.<br />
<br />
La settimana scorsa, nel campo profughi di al-Maghazi, ha impedito una manifestazione di protesta del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (FDLP), anch'esso incentrato sulla crisi dell'energia elettrica. Ha proibito persino una celebrazione, organizzata dal Comitato Profughi di Khan Younis, per festeggiare gli studenti che erano stati promossi agli esami di immatricolazione.<br />
<br />
Questo avviene perché ogni attività non controllata da Hamas o di contestazione dell'assedio israeliano viene considerata come una minaccia per il regime del movimento. Se Hamas sentisse di avere ancora il sostegno della gente, non avrebbe bisogno di sopprimere ogni attività che non sia da lui promossa o che ritiene sfavorevole.<br />
<br />
* È una giornalista israeliana. Vive a Ramallah, in Cisgiordania, scrive per il quotidiano Ha'aretz e ha una rubrica su Internazionale.<br />
<br />
FONTE: <a href="http://www.internazionale.it" target="_blank">http://www.internazionale.it</a> <br />
<br />
<a href="http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&amp;id=8095&amp;view=article" target="_blank">http://www.controlacrisi.org/joomla/inde...ew=article</a>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Wallerstein - America latina, contraddizioni di sinistra]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-wallerstein-america-latina-contraddizioni-di-sinistra</link>
			<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 21:32:01 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-wallerstein-america-latina-contraddizioni-di-sinistra</guid>
			<description><![CDATA[L'America latina è stata il fiore all'occhiello della sinistra mondiale nella prima decade del XXI secolo. E questo è vero in due sensi. Il primo e più largamente evidente è che i partiti di sinistra o di centro-sinistra hanno vinto una notevole serie di elezioni durante quei dieci anni. E collettivamente i governi dell'America latina hanno per la prima volta preso una distanza significativa dagli Stati uniti. L'America latina è diventata una forza geopolitica relativamente autonoma sulla scena mondiale.<br />
Ma l'America latina ha rappresentato il fiore all'occhiello della sinistra mondiale anche in un altro senso. I movimenti delle popolazioni indigene si sono affermati politicamente dappertutto in quei paesi rivendicando il diritto di organizzare la loro vita politica e sociale in modo autonomo.<br />
Per la prima volta si sono imposti all'attenzione del mondo nel 1994 con la drammatica rivolta del movimento neo-zapatista nello stato messicano del Chiapas. Inoltre, anche se in modo meno evidente, si è assistito all'emergere di analoghi movimenti in tutta l'America latina nonché alla creazione di una significativa rete inter-americana delle loro strutture organizzative locali.<br />
Il problema è che i due tipi di sinistra - i partiti che hanno raggiunto il potere nei vari stati e i movimenti delle nazioni indigene - hanno obiettivi diversi ed evidentemente usano diversi linguaggi ideologici.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Partiti e movimenti</span> <br />
<br />
I partiti hanno fatto dello sviluppo economico il loro obiettivo principale, cercando di raggiungerlo almeno in parte con un maggiore controllo sulle risorse interne e con migliori accordi con le compagnie, i governi e le istituzioni intergovernative estere. Mirano alla crescita economica, nella convinzione che solo così migliorerà lo standard di vita dei loro cittadini e si potrà raggiungere una maggiore uguaglianza nel mondo.<br />
I movimenti delle nazioni indigene hanno cercato di raggiungere un maggiore controllo sulle risorse e accordi più favorevoli non solo con agenzie non nazionali ma anche con i governi nazionali. In generale sostengono che il loro obiettivo non è la crescita economica ma riconciliarsi con Pachamama, ovvero con la Madre Terra. Sono contrari a un maggiore sfruttamento delle risorse del Pianeta e ne propugnano l'uso più saggio che rispetti l'equilibrio ecologico. Perseguono il buen vivir - il vivere bene.<br />
Non sorprende che i movimenti delle nazioni indigene si siano scontrati con i pochi governi conservatori dell'America latina - come il Messico, la Colombia e il Perù. Sempre di più, e anche sempre più apertamente, tali movimenti si sono trovati in conflitto con i paesi governati dal centro-sinistra come il Brasile, il Venezuela, l'Ecuador, e perfino la Bolivia.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Perfino la Bolivia</span><br />
<br />
Dico perfino la Bolivia perché si tratta dell'unico governo che ha eletto un presidente che proviene egli stesso da una nazione indigena col supporto massiccio della popolazione delle nazioni indigene del paese. E tuttavia c'è stato lo scontro, lì e altrove, in merito a chi debba prendere le decisioni, se e come vadano usate le risorse naturali, chi debba controllare i profitti.<br />
I partiti di sinistra tendono ad accusare i gruppi delle nazioni indigene con cui si scontrano di essere, più o meno consapevolmente, le pedine (se non addirittura gli agenti) dei partiti di destra nazionali e di forze esterne, in particolare degli Usa. I movimenti delle nazioni indigene che combattono i partiti di sinistra insistono a dire che agiscono solo nel loro interesse e per iniziativa del tutto autonoma e accusano i governi di sinistra di comportarsi come quelli conservatori di un tempo senza nessun vero riguardo per le conseguenze ecologiche delle loro attività di promozione dello sviluppo.<br />
Di recente in Ecuador si è verificato un fenomeno interessante. Il governo di sinistra di Rafael Correa, inizialmente andato al potere col sostegno dei movimenti delle nazioni indigene, in seguito è entrato in violento conflitto con gli stessi. La divisione più forte si è verificata in merito all'intenzione del governo di sviluppare le risorse petrolifere della riserva amazzonica protetta di Yasuni.<br />
In principio il governo aveva ignorato le proteste degli abitanti indigeni della regione, ma il presidente Correa ha deciso di sostenere un'alternativa geniale. Ha proposto ai governi ricchi del nord del mondo di compensare l'Ecuador, se avesse rinunciato a sviluppare Yasuni, in considerazione del contributo che quella scelta avrebbe dato alla lotta mondiale contro il cambiamento climatico. <br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">La svolta Yasuni</span><br />
<br />
Quando fu avanzata per la prima volta al summit sul clima di Copenhagen nel 2009, quella proposta fu trattata come una fantasia. Ma dopo sei lunghi mesi di negoziati, cinque governi europei (Germania, Spagna, Belgio, Francia, e Svezia) si erano accordati per creare un fondo, affidato all'amministrazione del Programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite, per compensare la rinuncia dell'Ecuador a sviluppare Yasuni in considerazione del contributo che quella rinuncia avrebbe dato alla riduzione di emissioni di carbonio. Si parla di coniare un verbo nuovo, «yasunizzare», per descrivere quel tipo di accordi.<br />
Ma quanti accordi del genere è possibile fare? La questione in gioco di fatto è più fondamentale. Ed è quella di «un altro mondo possibile» per usare lo slogan del World Social Forum. Si tratta del modello basato sulla crescita economica costante, anche se questo è «socialista» e farebbe crescere il reddito reale delle popolazioni del Sud del Mondo? O si tratta di quello che alcuni chiamano un cambiamento di valori della civiltà, del mondo del buen vivir?<br />
Non sarà un dibattito facile da risolvere. Al momento impegna le forze di sinistra latinoamericane, ma situazioni analoghe sottendono tante tensioni interne in Asia, Africa, e perfino in Europa. Insomma questo potrebbe diventare il grande dibattito del XXI secolo.<br />
<br />
<a href="http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=8087&amp;catid=39&amp;Itemid=68&amp;utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+controlacrisi+(ControLaCrisi.org)" target="_blank">http://www.controlacrisi.org/joomla/inde...Crisi.org)</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[L'America latina è stata il fiore all'occhiello della sinistra mondiale nella prima decade del XXI secolo. E questo è vero in due sensi. Il primo e più largamente evidente è che i partiti di sinistra o di centro-sinistra hanno vinto una notevole serie di elezioni durante quei dieci anni. E collettivamente i governi dell'America latina hanno per la prima volta preso una distanza significativa dagli Stati uniti. L'America latina è diventata una forza geopolitica relativamente autonoma sulla scena mondiale.<br />
Ma l'America latina ha rappresentato il fiore all'occhiello della sinistra mondiale anche in un altro senso. I movimenti delle popolazioni indigene si sono affermati politicamente dappertutto in quei paesi rivendicando il diritto di organizzare la loro vita politica e sociale in modo autonomo.<br />
Per la prima volta si sono imposti all'attenzione del mondo nel 1994 con la drammatica rivolta del movimento neo-zapatista nello stato messicano del Chiapas. Inoltre, anche se in modo meno evidente, si è assistito all'emergere di analoghi movimenti in tutta l'America latina nonché alla creazione di una significativa rete inter-americana delle loro strutture organizzative locali.<br />
Il problema è che i due tipi di sinistra - i partiti che hanno raggiunto il potere nei vari stati e i movimenti delle nazioni indigene - hanno obiettivi diversi ed evidentemente usano diversi linguaggi ideologici.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Partiti e movimenti</span> <br />
<br />
I partiti hanno fatto dello sviluppo economico il loro obiettivo principale, cercando di raggiungerlo almeno in parte con un maggiore controllo sulle risorse interne e con migliori accordi con le compagnie, i governi e le istituzioni intergovernative estere. Mirano alla crescita economica, nella convinzione che solo così migliorerà lo standard di vita dei loro cittadini e si potrà raggiungere una maggiore uguaglianza nel mondo.<br />
I movimenti delle nazioni indigene hanno cercato di raggiungere un maggiore controllo sulle risorse e accordi più favorevoli non solo con agenzie non nazionali ma anche con i governi nazionali. In generale sostengono che il loro obiettivo non è la crescita economica ma riconciliarsi con Pachamama, ovvero con la Madre Terra. Sono contrari a un maggiore sfruttamento delle risorse del Pianeta e ne propugnano l'uso più saggio che rispetti l'equilibrio ecologico. Perseguono il buen vivir - il vivere bene.<br />
Non sorprende che i movimenti delle nazioni indigene si siano scontrati con i pochi governi conservatori dell'America latina - come il Messico, la Colombia e il Perù. Sempre di più, e anche sempre più apertamente, tali movimenti si sono trovati in conflitto con i paesi governati dal centro-sinistra come il Brasile, il Venezuela, l'Ecuador, e perfino la Bolivia.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Perfino la Bolivia</span><br />
<br />
Dico perfino la Bolivia perché si tratta dell'unico governo che ha eletto un presidente che proviene egli stesso da una nazione indigena col supporto massiccio della popolazione delle nazioni indigene del paese. E tuttavia c'è stato lo scontro, lì e altrove, in merito a chi debba prendere le decisioni, se e come vadano usate le risorse naturali, chi debba controllare i profitti.<br />
I partiti di sinistra tendono ad accusare i gruppi delle nazioni indigene con cui si scontrano di essere, più o meno consapevolmente, le pedine (se non addirittura gli agenti) dei partiti di destra nazionali e di forze esterne, in particolare degli Usa. I movimenti delle nazioni indigene che combattono i partiti di sinistra insistono a dire che agiscono solo nel loro interesse e per iniziativa del tutto autonoma e accusano i governi di sinistra di comportarsi come quelli conservatori di un tempo senza nessun vero riguardo per le conseguenze ecologiche delle loro attività di promozione dello sviluppo.<br />
Di recente in Ecuador si è verificato un fenomeno interessante. Il governo di sinistra di Rafael Correa, inizialmente andato al potere col sostegno dei movimenti delle nazioni indigene, in seguito è entrato in violento conflitto con gli stessi. La divisione più forte si è verificata in merito all'intenzione del governo di sviluppare le risorse petrolifere della riserva amazzonica protetta di Yasuni.<br />
In principio il governo aveva ignorato le proteste degli abitanti indigeni della regione, ma il presidente Correa ha deciso di sostenere un'alternativa geniale. Ha proposto ai governi ricchi del nord del mondo di compensare l'Ecuador, se avesse rinunciato a sviluppare Yasuni, in considerazione del contributo che quella scelta avrebbe dato alla lotta mondiale contro il cambiamento climatico. <br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">La svolta Yasuni</span><br />
<br />
Quando fu avanzata per la prima volta al summit sul clima di Copenhagen nel 2009, quella proposta fu trattata come una fantasia. Ma dopo sei lunghi mesi di negoziati, cinque governi europei (Germania, Spagna, Belgio, Francia, e Svezia) si erano accordati per creare un fondo, affidato all'amministrazione del Programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite, per compensare la rinuncia dell'Ecuador a sviluppare Yasuni in considerazione del contributo che quella rinuncia avrebbe dato alla riduzione di emissioni di carbonio. Si parla di coniare un verbo nuovo, «yasunizzare», per descrivere quel tipo di accordi.<br />
Ma quanti accordi del genere è possibile fare? La questione in gioco di fatto è più fondamentale. Ed è quella di «un altro mondo possibile» per usare lo slogan del World Social Forum. Si tratta del modello basato sulla crescita economica costante, anche se questo è «socialista» e farebbe crescere il reddito reale delle popolazioni del Sud del Mondo? O si tratta di quello che alcuni chiamano un cambiamento di valori della civiltà, del mondo del buen vivir?<br />
Non sarà un dibattito facile da risolvere. Al momento impegna le forze di sinistra latinoamericane, ma situazioni analoghe sottendono tante tensioni interne in Asia, Africa, e perfino in Europa. Insomma questo potrebbe diventare il grande dibattito del XXI secolo.<br />
<br />
<a href="http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=8087&amp;catid=39&amp;Itemid=68&amp;utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+controlacrisi+(ControLaCrisi.org)" target="_blank">http://www.controlacrisi.org/joomla/inde...Crisi.org)</a>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Un PDL coi baffi!]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-un-pdl-coi-baffi</link>
			<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 17:05:49 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-un-pdl-coi-baffi</guid>
			<description><![CDATA[<span style="color: #FF0000;"><span style="font-weight: bold;">Generazione Italia denuncia:<br />
"Squadristi Pdl pronti a contestare Fini"</span></span><br />
<br />
<img src="http://www.generazioneitalia.it/wp-content/uploads/Pdl2.gif" border="0" alt="[Immagine: Pdl2.gif&#93;" /><br />
<br />
<br />
di Gianmario Mariniello <br />
<br />
Se mai servisse una conferma della <span style="font-weight: bold;">deriva sinistrorsa/comunistoide del Pdl</span>, ecco a voi (e a noi) l’ennesima conferma. Stamane riceviamo una telefonata: un nostro amico napoletano ci informa che è stato contattato da un consigliere provinciale del Pdl che gli ha fatto una richiesta particolare. “Stiamo organizzando con la Brambilla una contestazione a Fini quando parlerà a Mirabello. Riesci a riempirmi un pullman? E’ tutto a spese del partito”. Gli daranno anche il panino, in puro stile CGIL. E magari anche un libretto rosso con tutte le istruzioni per contestare il nemico del popolo…<br />
Siamo davvero arrivati a un punto bassissimo: il Ministro del Turismo, invece di organizzare pullman di turisti stranieri alla volta della Provincia di Ferrara, nella magnifica Terra degli Estensi, perde tempo a organizzare pullman di squadristi della Libertà (?!?) per contestare la terza carica dello Stato. D’altronde, cosa potevamo attenderci da un Ministro del Turismo che trascorre le proprie vacanze in Francia?<br />
Siamo alle comiche finali. E questa volta per davvero.<br />
<br />
<a href="http://www.generazioneitalia.it/tag/pdl/" target="_blank">http://www.generazioneitalia.it/tag/pdl/</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="color: #FF0000;"><span style="font-weight: bold;">Generazione Italia denuncia:<br />
"Squadristi Pdl pronti a contestare Fini"</span></span><br />
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<img src="http://www.generazioneitalia.it/wp-content/uploads/Pdl2.gif" border="0" alt="[Immagine: Pdl2.gif]" /><br />
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di Gianmario Mariniello <br />
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Se mai servisse una conferma della <span style="font-weight: bold;">deriva sinistrorsa/comunistoide del Pdl</span>, ecco a voi (e a noi) l’ennesima conferma. Stamane riceviamo una telefonata: un nostro amico napoletano ci informa che è stato contattato da un consigliere provinciale del Pdl che gli ha fatto una richiesta particolare. “Stiamo organizzando con la Brambilla una contestazione a Fini quando parlerà a Mirabello. Riesci a riempirmi un pullman? E’ tutto a spese del partito”. Gli daranno anche il panino, in puro stile CGIL. E magari anche un libretto rosso con tutte le istruzioni per contestare il nemico del popolo…<br />
Siamo davvero arrivati a un punto bassissimo: il Ministro del Turismo, invece di organizzare pullman di turisti stranieri alla volta della Provincia di Ferrara, nella magnifica Terra degli Estensi, perde tempo a organizzare pullman di squadristi della Libertà (?!?) per contestare la terza carica dello Stato. D’altronde, cosa potevamo attenderci da un Ministro del Turismo che trascorre le proprie vacanze in Francia?<br />
Siamo alle comiche finali. E questa volta per davvero.<br />
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<a href="http://www.generazioneitalia.it/tag/pdl/" target="_blank">http://www.generazioneitalia.it/tag/pdl/</a>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[disoccupazione 8,4% (25% tra i giovani)]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-disoccupazione-8-4-25-tra-i-giovani</link>
			<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 02:17:17 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-disoccupazione-8-4-25-tra-i-giovani</guid>
			<description><![CDATA[il quadro peggiorerà, questa gente non voterà mai per uno schieramento che non gli propone una via d'uscita definitiva ed irreversibile da quella situazione.<br />
Anche perche' questa forza oggi latita.<br />
In compenso c'e' chi indirizza questo malcontento contro immigrati o cittadini italiani provenienti da determinate aree geografiche.<br />
Non esiste il vuoto: quando ci si ritira la controparte riempie subito lo spazio lasciato libero.<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
Disoccupazione all'8,4% in Italia<br />
Oltre un giovane su 4 senza lavoro<br />
A luglio il numero di disoccupati nell'Eurozona è rimasto ai livelli di giugno. Senza variazioni, al 9,6%, anche il tasso Ue, con 23 milioni di persone senza occupazione. Nel nostro Paese calano di poco i disoccupati (-0,1%), ma la percentuale tra i giovani sfiora il 27% contro il 19,6% medio dei 16 con la moneta unica<br />
<br />
Disoccupazione all'8,4% in Italia Oltre un giovane su 4 senza lavoro<br />
<br />
BRUXELLES - Oltre un giovane su quattro in Italia è disoccupato: secondo gli ultimi dati dell'Istat, il tasso di disoccupazione giovanile, cioè di coloro che hanno un'età compresa tra 15 e 24 anni, è salito al 26,8%. A luglio 2009 era del 25,7%, è stato quindi registrato in un anno un aumento di 1,1 punti percentuali. Rispetto a giugno scorso, invece, c'è stata una riduzione di 0,6 punti percentuali. Nel complesso, comunque, la disoccupazione in Italia resta stabile, con un tasso che si attesta all'8,4% a luglio. Secondo l'Istat, il numero dei senza lavoro si mantiene senza variazioni rispetto al mese precedente (8,5%), poiché il calo all'8,4% è imputabile ad arrotondamenti statistici (il tasso era al 7,9% a luglio 2009).<br />
<br />
Sempre a luglio, il numero degli occupati (dati destagionalizzati) risulta in calo dello 0,1% rispetto a giugno (-18mila unità) e dello 0,7% rispetto a luglio 2009 (-172mila). Il tasso di occupazione, aggiunge l'Istat, è del 56,9%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto a giugno e di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2009. Il numero di persone in cerca di occupazione diminuisce dello 0,7% rispetto a giugno, ma risulta in aumento del 6,1% rispetto a luglio 2009. Il numero degli inattivi tra 15 e 64 anni aumenta dello 0,5% su giugno 2010 (+76mila unità) e dell'1% su luglio 2009 (+153mila unità). Il totale degli inattivi raggiunge i 14,948 milioni: il livello più alto dall'inizio della serie storica.<br />
<br />
Il piano triennale per il lavoro varato dal governo nei primi giorni di agosto, aggiunge Sacconi, "sarà ora oggetto di consultazione con le parti sociali per arrivare tempestivamente a rilanciare il contratto di apprendistato per i giovani, a promuovere una formazione corrispondente alle competenze richieste, a sviluppare relazioni industriali cooperative e partecipative".<br />
<br />
(31 agosto 2010) © Riproduzione riservata <br />
<br />
Disoccupazione all'8,4% in Italia Oltre un giovane su 4 senza lavoro - Repubblica.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[il quadro peggiorerà, questa gente non voterà mai per uno schieramento che non gli propone una via d'uscita definitiva ed irreversibile da quella situazione.<br />
Anche perche' questa forza oggi latita.<br />
In compenso c'e' chi indirizza questo malcontento contro immigrati o cittadini italiani provenienti da determinate aree geografiche.<br />
Non esiste il vuoto: quando ci si ritira la controparte riempie subito lo spazio lasciato libero.<br />
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Disoccupazione all'8,4% in Italia<br />
Oltre un giovane su 4 senza lavoro<br />
A luglio il numero di disoccupati nell'Eurozona è rimasto ai livelli di giugno. Senza variazioni, al 9,6%, anche il tasso Ue, con 23 milioni di persone senza occupazione. Nel nostro Paese calano di poco i disoccupati (-0,1%), ma la percentuale tra i giovani sfiora il 27% contro il 19,6% medio dei 16 con la moneta unica<br />
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Disoccupazione all'8,4% in Italia Oltre un giovane su 4 senza lavoro<br />
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BRUXELLES - Oltre un giovane su quattro in Italia è disoccupato: secondo gli ultimi dati dell'Istat, il tasso di disoccupazione giovanile, cioè di coloro che hanno un'età compresa tra 15 e 24 anni, è salito al 26,8%. A luglio 2009 era del 25,7%, è stato quindi registrato in un anno un aumento di 1,1 punti percentuali. Rispetto a giugno scorso, invece, c'è stata una riduzione di 0,6 punti percentuali. Nel complesso, comunque, la disoccupazione in Italia resta stabile, con un tasso che si attesta all'8,4% a luglio. Secondo l'Istat, il numero dei senza lavoro si mantiene senza variazioni rispetto al mese precedente (8,5%), poiché il calo all'8,4% è imputabile ad arrotondamenti statistici (il tasso era al 7,9% a luglio 2009).<br />
<br />
Sempre a luglio, il numero degli occupati (dati destagionalizzati) risulta in calo dello 0,1% rispetto a giugno (-18mila unità) e dello 0,7% rispetto a luglio 2009 (-172mila). Il tasso di occupazione, aggiunge l'Istat, è del 56,9%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto a giugno e di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2009. Il numero di persone in cerca di occupazione diminuisce dello 0,7% rispetto a giugno, ma risulta in aumento del 6,1% rispetto a luglio 2009. Il numero degli inattivi tra 15 e 64 anni aumenta dello 0,5% su giugno 2010 (+76mila unità) e dell'1% su luglio 2009 (+153mila unità). Il totale degli inattivi raggiunge i 14,948 milioni: il livello più alto dall'inizio della serie storica.<br />
<br />
Il piano triennale per il lavoro varato dal governo nei primi giorni di agosto, aggiunge Sacconi, "sarà ora oggetto di consultazione con le parti sociali per arrivare tempestivamente a rilanciare il contratto di apprendistato per i giovani, a promuovere una formazione corrispondente alle competenze richieste, a sviluppare relazioni industriali cooperative e partecipative".<br />
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(31 agosto 2010) © Riproduzione riservata <br />
<br />
Disoccupazione all'8,4% in Italia Oltre un giovane su 4 senza lavoro - Repubblica.it]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Fidel chiede scusa agli uranisti]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-fidel-chiede-scusa-agli-uranisti</link>
			<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 02:07:00 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-fidel-chiede-scusa-agli-uranisti</guid>
			<description><![CDATA[Fidel, che mi combini!<img src="http://forumsinistra.info/images/smilies/huh.gif" style="vertical-align: middle;" border="0" alt="Huh" title="Huh" /><br />
<br />
Fidel Castro chiede scusa ai gay «Perseguitati, la colpa è mia»<br />
Fidel Castro chiede scusa agli omosessuali per averli perseguitati a Cuba negli anni '60 e '70. «Se qualcuno è responsabile, sono io. Non darò la colpa a nessuno», ha dichiarato Castro, 84 anni, in un'intervista al quotidiano messicano La Jornada, rilanciata dai media cubani. «Personalmente non ho pregiudizi», ha dichiarato l'ex presidente secondo cui l'aver inviato i gay in campi di lavoro agricolo-militari, sia stata «una grande ingiustizia». <br />
<br />
In una sorta di contrappasso la nipote, Mariela Castro, psicologa di 47 anni, figlia del presidente Raul, capeggia la lotta contro la discriminazione dei gay. L'omosessualità è stata depenalizzata a Cuba solo nel 1997. <br />
31 agosto 2010<br />
<a href="http://ricercanews.virgilio.it/preview?title=Fidel%20Castro%20chiede%20scusa%20ai%20gay%20%C2%ABPerseguitati,%2&#8203;0la%20colpa%20%C3%A8%20mia%C2%BB&amp;qs=fidel+castro+gay&amp;thumb=7c7c687474703a2f2f696d616765732e616c6963652e69742f2f726963657263612f74&#8203;68756d625f6e6577732f32303130303833312f6c756e6974612f3235383333373735&amp;fonte=L'Unita&amp;data=31-08-2010%2021:32&amp;f=secnews&amp;url=687474703a2f2f7777772e756e6974612e69742f6e6577732f6d6f6e646f2f3130323937&#8203;362f666964656c5f63617374726f5f6368696564655f73637573615f61695f6761795f7065727365&#8203;677569746174695f6c615f636f6c70615f6d6961" target="_blank">http://ricercanews.virgilio.it/preview?t...615f6d6961</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Fidel, che mi combini!<img src="http://forumsinistra.info/images/smilies/huh.gif" style="vertical-align: middle;" border="0" alt="Huh" title="Huh" /><br />
<br />
Fidel Castro chiede scusa ai gay «Perseguitati, la colpa è mia»<br />
Fidel Castro chiede scusa agli omosessuali per averli perseguitati a Cuba negli anni '60 e '70. «Se qualcuno è responsabile, sono io. Non darò la colpa a nessuno», ha dichiarato Castro, 84 anni, in un'intervista al quotidiano messicano La Jornada, rilanciata dai media cubani. «Personalmente non ho pregiudizi», ha dichiarato l'ex presidente secondo cui l'aver inviato i gay in campi di lavoro agricolo-militari, sia stata «una grande ingiustizia». <br />
<br />
In una sorta di contrappasso la nipote, Mariela Castro, psicologa di 47 anni, figlia del presidente Raul, capeggia la lotta contro la discriminazione dei gay. L'omosessualità è stata depenalizzata a Cuba solo nel 1997. <br />
31 agosto 2010<br />
<a href="http://ricercanews.virgilio.it/preview?title=Fidel%20Castro%20chiede%20scusa%20ai%20gay%20%C2%ABPerseguitati,%2&#8203;0la%20colpa%20%C3%A8%20mia%C2%BB&amp;qs=fidel+castro+gay&amp;thumb=7c7c687474703a2f2f696d616765732e616c6963652e69742f2f726963657263612f74&#8203;68756d625f6e6577732f32303130303833312f6c756e6974612f3235383333373735&amp;fonte=L'Unita&amp;data=31-08-2010%2021:32&amp;f=secnews&amp;url=687474703a2f2f7777772e756e6974612e69742f6e6577732f6d6f6e646f2f3130323937&#8203;362f666964656c5f63617374726f5f6368696564655f73637573615f61695f6761795f7065727365&#8203;677569746174695f6c615f636f6c70615f6d6961" target="_blank">http://ricercanews.virgilio.it/preview?t...615f6d6961</a>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dicono di "noi"...]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-dicono-di-noi</link>
			<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:49:23 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-dicono-di-noi</guid>
			<description><![CDATA[<span style="color: #FF0000;"><span style="font-weight: bold;"> <br />
Politica Italia <br />
Quante sono le “falci e martello”: partiti e partitini a sinistra del Pd</span></span><br />
<br />
Frazionare, dividersi, sciogliersi, riprendersi, si sa, è un po’ la passione della sinistra italiana. Almeno lo è da quando si sciolse il Partito comunista italiano. E allora vale la pena, anche oggi, fare un’esplorazione nella galassia degli “ancora comunisti”, delle falci e martello, di tutti quei partiti, partitini e formazioni politiche alla “sinistra” del Pd. Partiti, sigle, federazioni, nate da rotture, fratture, ulteriori divisioni. Perché, è bene saperlo, la sinistra cosiddetta “radicale” non è solo quella di Nichi Vendola. A sinistra del Pd c’è una galassia ben più ampia e inesplorata.<br />
<br />
Le sigle che si posizionano politicamente a sinistra dei Democratici sono ben otto: “Sinistra, ecologia e Libertà”, “Federazione della sinistra”, i Verdi (quelli di Bonelli), il “Partito comunista dei lavoratori”, “Sinistra critica”, il “Partito di Alternativa Comunista”, il “Partito marxista leninista italiano”, i “Comunisti sinistra popolare”. Formazione politiche spesso nate dall’unione di gruppi “scissionisti” venuti da altri partiti di sinistra. Partiti che comunque, nel loro piccolo, portano con sè la loro percentuale di voti e che, se messi insieme, potrebbero anche “dare una mano” al Pd in fatto di voti alle prossime elezioni.<br />
<br />
Ma vediamo la loro composizione. Partiamo dal partito di Vendola, “Sinistra, ecologia e Libertà” che i sondaggi danno tra il 4 e il 6% delle preferenze.  La sigla è formata dalla ‘Sinistra democratica’ di Mussi, dagli ex Ds che non hanno aderito al Pd perché contrari al progetto dei Democrat, dai “vendoliani” usciti dal Prc poco dopo l’elezione di Paolo Ferrero a segretario nel 2008, dai Verdi di Paolo Cento e Loredana de Petris. La specificazione qui è necessaria perché, fenomeno noto solo in Italia, di “Verdi” ce ne sono due “tipi”: quelli che sono di fatto usciti dal partito e hanno aderito alla formazione politica di Vendola, e quelli (vincitori all’ultimo congresso) che hanno mantenuto la propria sigla e insieme la propria autonomia. Questi ultimi hanno come presidente Angelo Bonelli e dai sondaggi sono tra lo 0,5 e lo 0,8% delle preferenze.<br />
<br />
Andando avanti nella “galassia delle falci e martello”, troviamo la ‘Federazione della sinistra’, formata dal Prc di Paolo Ferrero, dal ‘Partito dei comunisti italiani’ di Diliberto, dai ‘Socialisti 2000′ di Salvi, dal ‘Lavoro e solidarietà’ di Patta. Per i sondaggi è una sigla che arriverebbe all’1,5% alle prossime elezioni.<br />
<br />
Dopo di che, verso la coda dell’universo della “sinistra critica”  ci sono i piccoli partiti. Il “Partito comunista dei lavoratori” di Marco Ferrando che si è da poco unito con l’Organizzazione comunista di alternativa proletaria. C’è “Sinistra Critica”, ex corrente del Prc distaccata che ha tra i suoi dirigenti Malabarba, Turigliatto e Cannavò. C’è il “Partito di alternativa comunista”, sezione italiana della “Lega internazionale dei lavoratori  – Quarta Internazionale”, nato per scissione da una parte della corrente trotskista del Prc. Infine ci sono il “Partito marxistista leninista italiano” di Mino Pasca e i “Comunisti sinistra popolare” di Marco Rizzo, espulso dal Pdci.<br />
<br />
<a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/falce-martello-partiti-vendola-sinistra-pd-523855/" target="_blank">http://www.blitzquotidiano.it/politica-i...pd-523855/</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="color: #FF0000;"><span style="font-weight: bold;"> <br />
Politica Italia <br />
Quante sono le “falci e martello”: partiti e partitini a sinistra del Pd</span></span><br />
<br />
Frazionare, dividersi, sciogliersi, riprendersi, si sa, è un po’ la passione della sinistra italiana. Almeno lo è da quando si sciolse il Partito comunista italiano. E allora vale la pena, anche oggi, fare un’esplorazione nella galassia degli “ancora comunisti”, delle falci e martello, di tutti quei partiti, partitini e formazioni politiche alla “sinistra” del Pd. Partiti, sigle, federazioni, nate da rotture, fratture, ulteriori divisioni. Perché, è bene saperlo, la sinistra cosiddetta “radicale” non è solo quella di Nichi Vendola. A sinistra del Pd c’è una galassia ben più ampia e inesplorata.<br />
<br />
Le sigle che si posizionano politicamente a sinistra dei Democratici sono ben otto: “Sinistra, ecologia e Libertà”, “Federazione della sinistra”, i Verdi (quelli di Bonelli), il “Partito comunista dei lavoratori”, “Sinistra critica”, il “Partito di Alternativa Comunista”, il “Partito marxista leninista italiano”, i “Comunisti sinistra popolare”. Formazione politiche spesso nate dall’unione di gruppi “scissionisti” venuti da altri partiti di sinistra. Partiti che comunque, nel loro piccolo, portano con sè la loro percentuale di voti e che, se messi insieme, potrebbero anche “dare una mano” al Pd in fatto di voti alle prossime elezioni.<br />
<br />
Ma vediamo la loro composizione. Partiamo dal partito di Vendola, “Sinistra, ecologia e Libertà” che i sondaggi danno tra il 4 e il 6% delle preferenze.  La sigla è formata dalla ‘Sinistra democratica’ di Mussi, dagli ex Ds che non hanno aderito al Pd perché contrari al progetto dei Democrat, dai “vendoliani” usciti dal Prc poco dopo l’elezione di Paolo Ferrero a segretario nel 2008, dai Verdi di Paolo Cento e Loredana de Petris. La specificazione qui è necessaria perché, fenomeno noto solo in Italia, di “Verdi” ce ne sono due “tipi”: quelli che sono di fatto usciti dal partito e hanno aderito alla formazione politica di Vendola, e quelli (vincitori all’ultimo congresso) che hanno mantenuto la propria sigla e insieme la propria autonomia. Questi ultimi hanno come presidente Angelo Bonelli e dai sondaggi sono tra lo 0,5 e lo 0,8% delle preferenze.<br />
<br />
Andando avanti nella “galassia delle falci e martello”, troviamo la ‘Federazione della sinistra’, formata dal Prc di Paolo Ferrero, dal ‘Partito dei comunisti italiani’ di Diliberto, dai ‘Socialisti 2000′ di Salvi, dal ‘Lavoro e solidarietà’ di Patta. Per i sondaggi è una sigla che arriverebbe all’1,5% alle prossime elezioni.<br />
<br />
Dopo di che, verso la coda dell’universo della “sinistra critica”  ci sono i piccoli partiti. Il “Partito comunista dei lavoratori” di Marco Ferrando che si è da poco unito con l’Organizzazione comunista di alternativa proletaria. C’è “Sinistra Critica”, ex corrente del Prc distaccata che ha tra i suoi dirigenti Malabarba, Turigliatto e Cannavò. C’è il “Partito di alternativa comunista”, sezione italiana della “Lega internazionale dei lavoratori  – Quarta Internazionale”, nato per scissione da una parte della corrente trotskista del Prc. Infine ci sono il “Partito marxistista leninista italiano” di Mino Pasca e i “Comunisti sinistra popolare” di Marco Rizzo, espulso dal Pdci.<br />
<br />
<a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/falce-martello-partiti-vendola-sinistra-pd-523855/" target="_blank">http://www.blitzquotidiano.it/politica-i...pd-523855/</a>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Trucebaldazzi, il "fenomeno" del momento]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-trucebaldazzi-il-fenomeno-del-momento</link>
			<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 00:29:05 +0200</pubDate>
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			<description><![CDATA[Mi spiegate come cazzo si fa a ridursi così?<br />
<br />
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<br />
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			<content:encoded><![CDATA[Mi spiegate come cazzo si fa a ridursi così?<br />
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<br />
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[77]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-77</link>
			<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 23:32:59 +0200</pubDate>
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			<description><![CDATA[<img src="http://forumsinistra.info/images/smilies/biggrin.gif" style="vertical-align: middle;" border="0" alt="Big Grin" title="Big Grin" /><br />
<br />
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Tra vendola e Bersani...]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-tra-vendola-e-bersani</link>
			<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 18:38:39 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-tra-vendola-e-bersani</guid>
			<description><![CDATA[Chi scegliete, in generale?<br />
<br />
Curiosità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Chi scegliete, in generale?<br />
<br />
Curiosità.]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Presentazioni]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-presentazioni</link>
			<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 16:07:57 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-presentazioni</guid>
			<description><![CDATA[Un saluto a tutti i compagni del forum.<br />
Frequento il sito come lettore da qualche mese. Solo recentemente ho deciso di registrarmi. Ho fatto un po' di casino con il LOG IN, ora ho sistemato le cose con una nuova pass.<img src="http://forumsinistra.info/images/smilies/wink.gif" style="vertical-align: middle;" border="0" alt="Wink" title="Wink" /><br />
<br />
PRC federazione di Modena]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Un saluto a tutti i compagni del forum.<br />
Frequento il sito come lettore da qualche mese. Solo recentemente ho deciso di registrarmi. Ho fatto un po' di casino con il LOG IN, ora ho sistemato le cose con una nuova pass.<img src="http://forumsinistra.info/images/smilies/wink.gif" style="vertical-align: middle;" border="0" alt="Wink" title="Wink" /><br />
<br />
PRC federazione di Modena]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Un saluto a tutti]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-un-saluto-a-tutti--1066</link>
			<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 13:35:28 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-un-saluto-a-tutti--1066</guid>
			<description><![CDATA[Ciao a tutti e tutte,<br />
mi presento,sono Geco.<br />
Sono ancora nella decina dei 40 ,voto PCI da quando c'era ancora  Berlinguer,e dopo la Bolognina  PRC .<br />
Gioventù settantasettina non estrema,diciamo area LC,anche se da ragazzino.<br />
Iscritto CGIL,mai ad un partito (sto meditando sulla FDS),marxista o marxiano fate vobis.<br />
Dò comunque una mano da esterno. Sono emiliano e lì vivo e lavoro,<br />
ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Ciao a tutti e tutte,<br />
mi presento,sono Geco.<br />
Sono ancora nella decina dei 40 ,voto PCI da quando c'era ancora  Berlinguer,e dopo la Bolognina  PRC .<br />
Gioventù settantasettina non estrema,diciamo area LC,anche se da ragazzino.<br />
Iscritto CGIL,mai ad un partito (sto meditando sulla FDS),marxista o marxiano fate vobis.<br />
Dò comunque una mano da esterno. Sono emiliano e lì vivo e lavoro,<br />
ciao.]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Era comunista il papà di 007!]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-era-comunista-il-pap%C3%A0-di-007</link>
			<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 12:55:21 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-era-comunista-il-pap%C3%A0-di-007</guid>
			<description><![CDATA[Altro che al servizio di sua maestà britannica. Il film andrà ribattezzato °al servizio del comitato centrale"-<br />
Ma perchè invece di ste strunzate non ci parlano di Karol?<br />
<br />
<br />
26 August 2010 Last updated at 01:32 GMT Share this pageFacebookTwitter ShareEmail Print MI5 suspected Bond screenwriter was communist agentBy Kayte Rath<br />
 <br />
BBC News<br />
 <br />
 <br />
Wolf Mankowitz was said to discuss Marxist theories with friends The man who wrote the screenplay for a James Bond film was himself suspected of being a communist agent, newly released Security Service files show.<br />
<br />
The MI5 file on Wolf Mankowitz, a "convinced Marxist," shows he was monitored for more than a decade.<br />
<br />
Mr Mankowitz wrote the screenplay for the unofficial Bond film Casino Royale in 1967 and was also involved in the film Dr No.<br />
<br />
The files are available at the National Archives in Kew or online.<br />
<br />
Mr Mankowitz, who died in 1998, introduced film producers Cubby Broccoli and Harry Saltzman to each other.<br />
<br />
He was subsequently involved in writing the script for their first Bond film together, Dr No.<br />
<br />
Born in London's East End, Mr Mankowitz attended the University of Cambridge where he joined the university's Socialist Society and met his wife Ann, a Communist Party member.<br />
<br />
Continue reading the main story <br />
Related stories<br />
File reveals Nazi invasion plan<br />
MI5 feared Siemens staff spy link<br />
Nazi femme fatale 'blamed by MI5'<br />
'Highly strung'<br />
 <br />
MI5 first became interested in Mr Mankowitz in 1944, when the couple were living in Newcastle.<br />
<br />
A letter mentioning the pair from suspected communist David Holbrook was intercepted by MI5, prompting the agency to ask Newcastle police to investigate them.<br />
<br />
Mr Holbrook wrote that the couple were "avoiding National Service and doing themselves well" earning £6 a week lecturing for the left-wing Workers' Educational Association.<br />
<br />
Reporting back to MI5, Newcastle police said Mr Mankowitz "is known to frequently discuss the theories of Marxism with his friends whilst in lodgings". <br />
<br />
Despite surveillance by the authorities, Mr Mankowitz was able to enlist with the Territorial Army.<br />
<br />
His commanding officer described him as a "highly strung individual of nervous temperament" who was awaiting an interview with a psychiatrist. <br />
<br />
 <br />
The MI5 file contained surveillance photos of Mr Mankowitz But he doubted he was a subversive influence. <br />
<br />
"Even if he possesses communist views I do not think he has the personality or strength of character to pass them on to his fellow soldiers," the officer wrote.<br />
<br />
"There is no evidence that he has attempted to air these views whilst with this unit," he added.<br />
<br />
Surveillance<br />
 <br />
In 1948 Mr Mankowitz applied for a job with the Government Central Office of Information but was blocked from joining the organisation.<br />
<br />
In a letter, MI5 told the COI he was "known to be the husband of a Communist Party member and himself a convinced Marxist".<br />
<br />
In 1951, Mr Mankowitz was commissioned by the BBC to translate the Chekhov play The Bear. MI5 warned the corporation of Mr Mankowitz's communist past but suggested his working on the translation did not pose a threat.<br />
<br />
Mr Mankowitz was still of interest to the security agency into the mid-1950s, particularly after he visited Moscow in 1956 as a guest of the Soviet Union.<br />
<br />
He visited the World Youth Fair in Moscow during a 10-day visit and announced to the press on his return his ambition to set up a "British Soviet co-film production".<br />
<br />
But interest in Mr Mankowitz tailed off after he cancelled a follow-up visit to Moscow, choosing to go to the West Indies instead on film location<br />
<a href="http://ricercanews.virgilio.it/preview?title=MI5%20suspected%20Bond%20screenwriter%20was%20communist%20agent&amp;qs=communist&amp;thumb=687474703a2f2f6e6577732e626263696d672e636f2e756b2f6d656469612f696d6167&#8203;65732f34383836333030302f6a70672f5f34383836333336305f6b76322d33333835283329637972&#8203;696c6d616e6b6f7769747a2e6a70677c7c687474703a2f2f696d616765732e616c6963652e69742f&#8203;2f726963657263612f7468756d625f6e6577732f32303130303832362f6262632f32353735373334&#8203;37&amp;fonte=BBC&amp;data=26-08-2010%2004:28&amp;f=secnews&amp;url=687474703a2f2f7777772e6262632e636f2e756b2f676f2f7273732f696e742f6e657773&#8203;2f2d2f6e6577732f756b2d3131303835393331" target="_blank">http://ricercanews.virgilio.it/preview?t...3835393331</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Altro che al servizio di sua maestà britannica. Il film andrà ribattezzato °al servizio del comitato centrale"-<br />
Ma perchè invece di ste strunzate non ci parlano di Karol?<br />
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<br />
26 August 2010 Last updated at 01:32 GMT Share this pageFacebookTwitter ShareEmail Print MI5 suspected Bond screenwriter was communist agentBy Kayte Rath<br />
 <br />
BBC News<br />
 <br />
 <br />
Wolf Mankowitz was said to discuss Marxist theories with friends The man who wrote the screenplay for a James Bond film was himself suspected of being a communist agent, newly released Security Service files show.<br />
<br />
The MI5 file on Wolf Mankowitz, a "convinced Marxist," shows he was monitored for more than a decade.<br />
<br />
Mr Mankowitz wrote the screenplay for the unofficial Bond film Casino Royale in 1967 and was also involved in the film Dr No.<br />
<br />
The files are available at the National Archives in Kew or online.<br />
<br />
Mr Mankowitz, who died in 1998, introduced film producers Cubby Broccoli and Harry Saltzman to each other.<br />
<br />
He was subsequently involved in writing the script for their first Bond film together, Dr No.<br />
<br />
Born in London's East End, Mr Mankowitz attended the University of Cambridge where he joined the university's Socialist Society and met his wife Ann, a Communist Party member.<br />
<br />
Continue reading the main story <br />
Related stories<br />
File reveals Nazi invasion plan<br />
MI5 feared Siemens staff spy link<br />
Nazi femme fatale 'blamed by MI5'<br />
'Highly strung'<br />
 <br />
MI5 first became interested in Mr Mankowitz in 1944, when the couple were living in Newcastle.<br />
<br />
A letter mentioning the pair from suspected communist David Holbrook was intercepted by MI5, prompting the agency to ask Newcastle police to investigate them.<br />
<br />
Mr Holbrook wrote that the couple were "avoiding National Service and doing themselves well" earning £6 a week lecturing for the left-wing Workers' Educational Association.<br />
<br />
Reporting back to MI5, Newcastle police said Mr Mankowitz "is known to frequently discuss the theories of Marxism with his friends whilst in lodgings". <br />
<br />
Despite surveillance by the authorities, Mr Mankowitz was able to enlist with the Territorial Army.<br />
<br />
His commanding officer described him as a "highly strung individual of nervous temperament" who was awaiting an interview with a psychiatrist. <br />
<br />
 <br />
The MI5 file contained surveillance photos of Mr Mankowitz But he doubted he was a subversive influence. <br />
<br />
"Even if he possesses communist views I do not think he has the personality or strength of character to pass them on to his fellow soldiers," the officer wrote.<br />
<br />
"There is no evidence that he has attempted to air these views whilst with this unit," he added.<br />
<br />
Surveillance<br />
 <br />
In 1948 Mr Mankowitz applied for a job with the Government Central Office of Information but was blocked from joining the organisation.<br />
<br />
In a letter, MI5 told the COI he was "known to be the husband of a Communist Party member and himself a convinced Marxist".<br />
<br />
In 1951, Mr Mankowitz was commissioned by the BBC to translate the Chekhov play The Bear. MI5 warned the corporation of Mr Mankowitz's communist past but suggested his working on the translation did not pose a threat.<br />
<br />
Mr Mankowitz was still of interest to the security agency into the mid-1950s, particularly after he visited Moscow in 1956 as a guest of the Soviet Union.<br />
<br />
He visited the World Youth Fair in Moscow during a 10-day visit and announced to the press on his return his ambition to set up a "British Soviet co-film production".<br />
<br />
But interest in Mr Mankowitz tailed off after he cancelled a follow-up visit to Moscow, choosing to go to the West Indies instead on film location<br />
<a href="http://ricercanews.virgilio.it/preview?title=MI5%20suspected%20Bond%20screenwriter%20was%20communist%20agent&amp;qs=communist&amp;thumb=687474703a2f2f6e6577732e626263696d672e636f2e756b2f6d656469612f696d6167&#8203;65732f34383836333030302f6a70672f5f34383836333336305f6b76322d33333835283329637972&#8203;696c6d616e6b6f7769747a2e6a70677c7c687474703a2f2f696d616765732e616c6963652e69742f&#8203;2f726963657263612f7468756d625f6e6577732f32303130303832362f6262632f32353735373334&#8203;37&amp;fonte=BBC&amp;data=26-08-2010%2004:28&amp;f=secnews&amp;url=687474703a2f2f7777772e6262632e636f2e756b2f676f2f7273732f696e742f6e657773&#8203;2f2d2f6e6577732f756b2d3131303835393331" target="_blank">http://ricercanews.virgilio.it/preview?t...3835393331</a>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Rieser sulla coscienza di classe oggi]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-rieser-sulla-coscienza-di-classe-oggi</link>
			<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 08:17:27 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-rieser-sulla-coscienza-di-classe-oggi</guid>
			<description><![CDATA[Ciao,<br />
propongo un brano di Vittorio Rieser che è fra quanto di più utile io abbia letto negli ultimi mesi in Italia in ordine alla "coscienza di classe" e alla comprensione del rapporto delle persone col lavoro e delle loro scelte interiori/politiche.<br />
Coglie l'essenza del'attuale scoramento e del mancato seguito alle nostre idee/ideologie da parte delle persone,e secondo me ci prende assai.E' la sintesi di una ricerca su 60 lavoratori e precari fatta per la CGIL di Brescia e l'IRES.<br />
Riporto la parte più interessante .L'articolo completo  si <a href="http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=8000&amp;amp;catid=36&amp;amp;Itemid=68" target="_blank">trova qui</a>:<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
"""..... nessuno degli intervistati vive i suoi “percorsi in un mondo flessibile” nei termini in cui talvolta li presentano le ideologie-apologie liberiste. Nessuno li vive come un’entusiasmante avventura di “imprenditore di se stesso” (anche se, in qualche modo, l’imprenditore di se stesso è spesso costretto a farlo…). Tutti, o quasi, li vivono come condizione non solo negativa, ma “alienata”, cioè determinata da altri. Le cause di questa condizione alienata sono in genere appena accennate: qualche volta si fanno riferimenti specifici al governo, ai padroni, alle norme vigenti, ma l’elemento comune di riferimento è a com’è fatta la società e l’economia nella fase attuale. <br />
Il fatto è, però, che queste condizioni “alienate” (le cui radici sono individuate correttamente, anche se genericamente) sono assunte come date; sono il “contesto obbligato” in cui ci si deve muovere. <br />
E allora i margini di autonomia progettuale, tutti strettamente individuali, consistono nel definire mix personali tra mutamento e adattamento, tra miglioramento e rassegnazione: sono modi di “arrangiarsi” all’interno di un pesante contesto considerato implicitamente immodificabile. <br />
Le risposte su altri due aspetti chiariscono ulteriormente il quadro. Sono le risposte che riguardano la politica e il sindacato, cioè i due strumenti che, in teoria, potrebbero modificare la situazione. <br />
Sulla politica, l’estraneità (o spesso il rifiuto esplicito) è prevalente in misura schiacciante, con pochissime eccezioni. A volte l’estraneità assume l’aspetto di un rifiuto, spesso motivato da argomentazioni “qualunquistiche” (ma non prive di fondamento empirico…): i partiti sono tutti uguali, pensano solo ai propri interessi, ecc. Ma più spesso è un’estraneità pura e semplice: non mi interesso della politica, anche perchè non penso che possa cambiare le cose. <br />
Diverso è l’atteggiamento verso i sindacati. Prescindiamo qui da quella minoranza (in genere di operai) impegnata nelle strutture sindacali sul luogo di lavoro – che è quindi più attivamente coinvolta, ma anche, spesso, più critica, in modo argomentato, verso i sindacati o verso alcuni di essi. Ci riferiamo qui ai giudizi più generici, prevalenti nella maggioranza. Sono giudizi che in genere riconoscono al sindacato una funzione utile o anche indispensabile; ma è, per così dire, una funzione di aiuto, di “supporto” a quelle strategie di difesa/arrangiamento individuale che abbiamo visto prima. A parte la funzione di erogatore di servizi, il sindacato viene visto come utile strumento di tutela, in una gamma che va dal far rispettare certe norme contrattuali fino, nei casi più “avanzati”, all’ottenere attraverso la contrattazione la stabilizzazione del posto di lavoro. Ma non viene visto come strumento di un possibile “cambiamento del contesto. <br />
<br />
5. qualche considerazione ulteriore <br />
<br />
Proviamo a “mettere in ordine” gli spunti emersi dall’inchiesta bresciana, utilizzando il quadro di riferimento di Erik Olin Wright, che abbiamo esposto sinteticamente prima. <br />
La gamma di alternative oggi “percepibili” da un lavoratore è drasticamente limitata, anche rispetto a un passato non molto lontano: soprattutto, da questa gamma sono assenti ipotesi alternative complessive sull’economia e la società. In primo luogo, oggi le organizzazioni del movimento operaio (ci riferiamo sempre all’occidente capitalistico, e in primo luogo all’Italia) non propongono più alternative del genere. (Non ci riferiamo, ovviamente, ad alternative “rivoluzionarie classiche”, ma ai “nuovi modelli di sviluppo” o di democrazia proposti ad es. dai sindacati o dal PCI in Italia negli anni 60-70). Su questo si innesta l’efficacia (parziale) dei grandi mezzi di comunicazione di massa: parziale perchè questi non riescono a far passare un’adesione e un consenso al modello di società da essi divulgato, ma riescono a farlo passare per l’unico possibile, in sostanza come “male inevitabile” (la crisi erode ulteriormente gli elementi di consenso, ma rafforza l’idea di inevitabilità). <br />
Infine, un terzo aspetto, cioè la frammentazione dei cicli produttivi e la scomposizione delle figure lavorative, rende difficile l’emergere di idee alternative “spontanee” e l’organizzazione di lotte a partire da esse. <br />
E’ ovvio che tutto ciò incida sulla percezione delle conseguenze prevedibili dei comportamenti, e in particolare dei comportamenti di lotta. Quand’anche si abbia un’idea, se pur vaga, di alternative desiderabili all’attuale assetto economico-sociale, le previsioni sul loro esito tendono ad essere pessimistiche. <br />
Tutto ciò “retroagisce” sulle stesse preferenze: si selezionano cioè quegli obiettivi che si pensa abbiano, nel contesto sopra descritto, una qualche possibilità di realizzazione. Di qui le strategie individuali di “arrangiamento”, di miglioramento parziale che abbiamo visto prevalere negli intervistati di Brescia... """<br />
<br />
Ottima "analisi di fase",merita la diffusione nelle federazioni e nei circoli,specie se in vista di prossime elezioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Ciao,<br />
propongo un brano di Vittorio Rieser che è fra quanto di più utile io abbia letto negli ultimi mesi in Italia in ordine alla "coscienza di classe" e alla comprensione del rapporto delle persone col lavoro e delle loro scelte interiori/politiche.<br />
Coglie l'essenza del'attuale scoramento e del mancato seguito alle nostre idee/ideologie da parte delle persone,e secondo me ci prende assai.E' la sintesi di una ricerca su 60 lavoratori e precari fatta per la CGIL di Brescia e l'IRES.<br />
Riporto la parte più interessante .L'articolo completo  si <a href="http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=8000&amp;amp;catid=36&amp;amp;Itemid=68" target="_blank">trova qui</a>:<br />
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<br />
"""..... nessuno degli intervistati vive i suoi “percorsi in un mondo flessibile” nei termini in cui talvolta li presentano le ideologie-apologie liberiste. Nessuno li vive come un’entusiasmante avventura di “imprenditore di se stesso” (anche se, in qualche modo, l’imprenditore di se stesso è spesso costretto a farlo…). Tutti, o quasi, li vivono come condizione non solo negativa, ma “alienata”, cioè determinata da altri. Le cause di questa condizione alienata sono in genere appena accennate: qualche volta si fanno riferimenti specifici al governo, ai padroni, alle norme vigenti, ma l’elemento comune di riferimento è a com’è fatta la società e l’economia nella fase attuale. <br />
Il fatto è, però, che queste condizioni “alienate” (le cui radici sono individuate correttamente, anche se genericamente) sono assunte come date; sono il “contesto obbligato” in cui ci si deve muovere. <br />
E allora i margini di autonomia progettuale, tutti strettamente individuali, consistono nel definire mix personali tra mutamento e adattamento, tra miglioramento e rassegnazione: sono modi di “arrangiarsi” all’interno di un pesante contesto considerato implicitamente immodificabile. <br />
Le risposte su altri due aspetti chiariscono ulteriormente il quadro. Sono le risposte che riguardano la politica e il sindacato, cioè i due strumenti che, in teoria, potrebbero modificare la situazione. <br />
Sulla politica, l’estraneità (o spesso il rifiuto esplicito) è prevalente in misura schiacciante, con pochissime eccezioni. A volte l’estraneità assume l’aspetto di un rifiuto, spesso motivato da argomentazioni “qualunquistiche” (ma non prive di fondamento empirico…): i partiti sono tutti uguali, pensano solo ai propri interessi, ecc. Ma più spesso è un’estraneità pura e semplice: non mi interesso della politica, anche perchè non penso che possa cambiare le cose. <br />
Diverso è l’atteggiamento verso i sindacati. Prescindiamo qui da quella minoranza (in genere di operai) impegnata nelle strutture sindacali sul luogo di lavoro – che è quindi più attivamente coinvolta, ma anche, spesso, più critica, in modo argomentato, verso i sindacati o verso alcuni di essi. Ci riferiamo qui ai giudizi più generici, prevalenti nella maggioranza. Sono giudizi che in genere riconoscono al sindacato una funzione utile o anche indispensabile; ma è, per così dire, una funzione di aiuto, di “supporto” a quelle strategie di difesa/arrangiamento individuale che abbiamo visto prima. A parte la funzione di erogatore di servizi, il sindacato viene visto come utile strumento di tutela, in una gamma che va dal far rispettare certe norme contrattuali fino, nei casi più “avanzati”, all’ottenere attraverso la contrattazione la stabilizzazione del posto di lavoro. Ma non viene visto come strumento di un possibile “cambiamento del contesto. <br />
<br />
5. qualche considerazione ulteriore <br />
<br />
Proviamo a “mettere in ordine” gli spunti emersi dall’inchiesta bresciana, utilizzando il quadro di riferimento di Erik Olin Wright, che abbiamo esposto sinteticamente prima. <br />
La gamma di alternative oggi “percepibili” da un lavoratore è drasticamente limitata, anche rispetto a un passato non molto lontano: soprattutto, da questa gamma sono assenti ipotesi alternative complessive sull’economia e la società. In primo luogo, oggi le organizzazioni del movimento operaio (ci riferiamo sempre all’occidente capitalistico, e in primo luogo all’Italia) non propongono più alternative del genere. (Non ci riferiamo, ovviamente, ad alternative “rivoluzionarie classiche”, ma ai “nuovi modelli di sviluppo” o di democrazia proposti ad es. dai sindacati o dal PCI in Italia negli anni 60-70). Su questo si innesta l’efficacia (parziale) dei grandi mezzi di comunicazione di massa: parziale perchè questi non riescono a far passare un’adesione e un consenso al modello di società da essi divulgato, ma riescono a farlo passare per l’unico possibile, in sostanza come “male inevitabile” (la crisi erode ulteriormente gli elementi di consenso, ma rafforza l’idea di inevitabilità). <br />
Infine, un terzo aspetto, cioè la frammentazione dei cicli produttivi e la scomposizione delle figure lavorative, rende difficile l’emergere di idee alternative “spontanee” e l’organizzazione di lotte a partire da esse. <br />
E’ ovvio che tutto ciò incida sulla percezione delle conseguenze prevedibili dei comportamenti, e in particolare dei comportamenti di lotta. Quand’anche si abbia un’idea, se pur vaga, di alternative desiderabili all’attuale assetto economico-sociale, le previsioni sul loro esito tendono ad essere pessimistiche. <br />
Tutto ciò “retroagisce” sulle stesse preferenze: si selezionano cioè quegli obiettivi che si pensa abbiano, nel contesto sopra descritto, una qualche possibilità di realizzazione. Di qui le strategie individuali di “arrangiamento”, di miglioramento parziale che abbiamo visto prevalere negli intervistati di Brescia... """<br />
<br />
Ottima "analisi di fase",merita la diffusione nelle federazioni e nei circoli,specie se in vista di prossime elezioni.]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Interessante intervista a Burgio]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-interessante-intervista-a-burgio</link>
			<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 23:31:30 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-interessante-intervista-a-burgio</guid>
			<description><![CDATA[Ho trovato molto interessante la parte sottolineata. Voi che ne pensate?<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><span style="font-weight: bold;">Burgio: «Basta settarismi. È stato perso tempo prezioso»</span></span><br />
<br />
<img src="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/divisione%20rosso.jpg" border="0" alt="[Immagine: divisione%20rosso.jpg&#93;" /></div>
<br />
<span style="font-weight: bold;">Burgio, c’è qualche novità a sinistra?<br />
</span><br />
Quale sinistra? I gruppi dirigenti o la base?<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Come risposta è una bella domanda. Dirigenti e base.</span><br />
<br />
Penso che la base sia molto più avanti dei dirigenti. Giro molto, non solo per le Feste di Liberazione e di partito, e vedo che le persone hanno voglia di misurarsi e di fare uno scatto in avanti.<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Qual è il problema dei dirigenti?</span><br />
<br />
Il fatto di essersi fatti imprigionare in una storia, quella degli ultimi 20 anni, fatta di sconfitte. E anche di errori gravi. Una storia che ha funzionato come una ragnatela per impedire qualsiasi movimento che fosse all’altezza del compito.<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Quale compito?</span><br />
<br />
<span style="text-decoration: underline;">Chi ha liquidato il Pci aveva una strategia politica, quella di “eliminare” il conflitto di classe, di emarginarlo nel complesso della politica. Tu hai cercato di impedirlo ma non sei stato all’altezza.</span><br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
A questo punto?</span><br />
<br />
<span style="text-decoration: underline;">O troviamo una nuova strada, una maggiore consapevolezza che ci consenta di “scartare” questa situazione di stallo, o perdiamo la bussola politica.</span> Non si va da nessuna parte proponendo pratiche settarie. Il rischio è di avere sempre minore rilevanza politica pur avendo le idee migliori. Del resto una delle cose che ho imparato nelle ultime campagne elettorali è che il fatto di dire cose giuste, in sé, non ha grande rilevanza se poi ti dividi. Bisogna uscire dal piano astratto delle opinioni.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
Ricerca di unità sulla carta, ma sembra esserci una compulsiva voglia di distinguersi gli uni dagli altri</span><br />
<br />
L’inerzia organizzativa non aiuta, si cercano strade per azioni condivise, poi, nella pratica prevale la logica “di parte”, di piccole parti... E questo non è propriamente nel solco della tradizione del comunismo italiano in cui è sempre prevalsa la cultura delle alleanze.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
Se non ci sono alleanze, non ci sono novità?</span><br />
<br />
Faccio fatica a capire che cosa può esserci di politico quando rimani in 4 gatti, anzi ancora meno. La politica del "meglio solo che (addirittura) accompagnato" è assolutamente perdente, è proprio quella che ti fa rimanere imprigionato nella ragnatela di cui parlavo prima.<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Alleanze: con chi, per che cosa?</span><br />
<br />
Bastano 4 o 5 cose importanti: la difesa dello Stato, la difesa della dignità del lavoro e dell’autonomia contrattuale, la tutela della dimensione pubblica del welfare, e poi l’esseree d'accordo sul fatto che viviamo in un paese in cui vige una profonda ingiustizia sociale. Non se ne parla più di questa cosa, ma siamo una società ingiusta, polarizzata. Dolorante.<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Con chi?<br />
</span><br />
Con chi accetta la condivisioni di questi punti e che, secondo me, per il fatto stesso che li accetta io considero di sinistra. Che bisogno c’è di altre differenzazioni?<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
Per esempio tra riformisti e rivoluzionari?</span><br />
<br />
Distinguiamo. Il termine riformismo oggi ha assunto il significato - da rifuggire - di realizzazione e modernizzazione neolibeirsta. Però la situazione è tale per cui, pur essendo potenzialmente riivoluzionaria, non consente di intervenire concretamente nel reale. Dividerci tra riformismo e rivoluzione è demenziale quando dobbiamo pensare a difenderci puntando a guadagnare qualcosa. Politica dei piccoli passi, si, è necessaria in questo momento per stare dentro ad un progetto che stenta ad avere un seguito. Faccio un esempio: la lettera di Napolitano ai tre operai della Fiat. Conosciamo la storia di Napolitano, tra gli uomini più moderati del Pci. Ma oggi quel gesto è un elemento positivo, direi “rivoluzionario”. E non ha importanza se ci sono altre cose a dividerci. Ora è importantissimo.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
Tra l’altro la “base” sembra apprezzare il richiamo all’unità...</span><br />
<br />
C’è una concretezza maggiore<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">La base è più allargata rispetto ai militanti del partito?</span><br />
<br />
Assolutamente si. Mi riferisco a tutti coloro che davanti alla tv o leggendo di politica, dicono “Io sono di sinistra, però.....”. Però capiscono il “voto utile” capiscono che nasce da un ragionamento: meglio meno che nulla.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
Scusi, ma a che punto è la Federazione della Sinistra? Non ci saranno problemi di “settarismo” anche lì?<br />
</span><br />
Vorrei rovesciare la domanda: come mai a due anni dal congresso di Chianciano non è successo ancora niente? A due anni dalla nascita di quella idea non è stato prodotto nulla? C’era una prima grande “prossimità” tra le forze, soggetti che partivano dall’idea di stare con la falce e il martello. Se fosse stato vero sarebbe stato facile.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
Vuol dire che quel “collante” non è bastato?</span><br />
<br />
Che l’incidenza dei ceti politici è stata negativa, che non ha funzionato la dirigenza e che il vizio culturale del settarismo ha prevalso. Stiamo facendo passare del tempo prezioso, abbiamo perso appuntamenti importanti, buttato via due anni. C’è una responsabilità politica gravissima di chi avrebbe dovuto lavorare alla realizzazione concreta di questa esperienza unitaria.<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
<br />
Beh, non c’è solo Rifondazione...</span><br />
<br />
Certamente no. La responsabilità è collettiva. Ma chi è parte maggioritaria, ne ha di più.<br />
<br />
<a href="http://www.esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&amp;f=2&amp;IDArticolo=32968" target="_blank">http://www.esserecomunisti.it/index.aspx...colo=32968</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Ho trovato molto interessante la parte sottolineata. Voi che ne pensate?<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><span style="font-weight: bold;">Burgio: «Basta settarismi. È stato perso tempo prezioso»</span></span><br />
<br />
<img src="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/divisione%20rosso.jpg" border="0" alt="[Immagine: divisione%20rosso.jpg]" /></div>
<br />
<span style="font-weight: bold;">Burgio, c’è qualche novità a sinistra?<br />
</span><br />
Quale sinistra? I gruppi dirigenti o la base?<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Come risposta è una bella domanda. Dirigenti e base.</span><br />
<br />
Penso che la base sia molto più avanti dei dirigenti. Giro molto, non solo per le Feste di Liberazione e di partito, e vedo che le persone hanno voglia di misurarsi e di fare uno scatto in avanti.<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Qual è il problema dei dirigenti?</span><br />
<br />
Il fatto di essersi fatti imprigionare in una storia, quella degli ultimi 20 anni, fatta di sconfitte. E anche di errori gravi. Una storia che ha funzionato come una ragnatela per impedire qualsiasi movimento che fosse all’altezza del compito.<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Quale compito?</span><br />
<br />
<span style="text-decoration: underline;">Chi ha liquidato il Pci aveva una strategia politica, quella di “eliminare” il conflitto di classe, di emarginarlo nel complesso della politica. Tu hai cercato di impedirlo ma non sei stato all’altezza.</span><br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
A questo punto?</span><br />
<br />
<span style="text-decoration: underline;">O troviamo una nuova strada, una maggiore consapevolezza che ci consenta di “scartare” questa situazione di stallo, o perdiamo la bussola politica.</span> Non si va da nessuna parte proponendo pratiche settarie. Il rischio è di avere sempre minore rilevanza politica pur avendo le idee migliori. Del resto una delle cose che ho imparato nelle ultime campagne elettorali è che il fatto di dire cose giuste, in sé, non ha grande rilevanza se poi ti dividi. Bisogna uscire dal piano astratto delle opinioni.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
Ricerca di unità sulla carta, ma sembra esserci una compulsiva voglia di distinguersi gli uni dagli altri</span><br />
<br />
L’inerzia organizzativa non aiuta, si cercano strade per azioni condivise, poi, nella pratica prevale la logica “di parte”, di piccole parti... E questo non è propriamente nel solco della tradizione del comunismo italiano in cui è sempre prevalsa la cultura delle alleanze.<br />
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<span style="font-weight: bold;"><br />
Se non ci sono alleanze, non ci sono novità?</span><br />
<br />
Faccio fatica a capire che cosa può esserci di politico quando rimani in 4 gatti, anzi ancora meno. La politica del "meglio solo che (addirittura) accompagnato" è assolutamente perdente, è proprio quella che ti fa rimanere imprigionato nella ragnatela di cui parlavo prima.<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Alleanze: con chi, per che cosa?</span><br />
<br />
Bastano 4 o 5 cose importanti: la difesa dello Stato, la difesa della dignità del lavoro e dell’autonomia contrattuale, la tutela della dimensione pubblica del welfare, e poi l’esseree d'accordo sul fatto che viviamo in un paese in cui vige una profonda ingiustizia sociale. Non se ne parla più di questa cosa, ma siamo una società ingiusta, polarizzata. Dolorante.<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Con chi?<br />
</span><br />
Con chi accetta la condivisioni di questi punti e che, secondo me, per il fatto stesso che li accetta io considero di sinistra. Che bisogno c’è di altre differenzazioni?<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
Per esempio tra riformisti e rivoluzionari?</span><br />
<br />
Distinguiamo. Il termine riformismo oggi ha assunto il significato - da rifuggire - di realizzazione e modernizzazione neolibeirsta. Però la situazione è tale per cui, pur essendo potenzialmente riivoluzionaria, non consente di intervenire concretamente nel reale. Dividerci tra riformismo e rivoluzione è demenziale quando dobbiamo pensare a difenderci puntando a guadagnare qualcosa. Politica dei piccoli passi, si, è necessaria in questo momento per stare dentro ad un progetto che stenta ad avere un seguito. Faccio un esempio: la lettera di Napolitano ai tre operai della Fiat. Conosciamo la storia di Napolitano, tra gli uomini più moderati del Pci. Ma oggi quel gesto è un elemento positivo, direi “rivoluzionario”. E non ha importanza se ci sono altre cose a dividerci. Ora è importantissimo.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
Tra l’altro la “base” sembra apprezzare il richiamo all’unità...</span><br />
<br />
C’è una concretezza maggiore<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">La base è più allargata rispetto ai militanti del partito?</span><br />
<br />
Assolutamente si. Mi riferisco a tutti coloro che davanti alla tv o leggendo di politica, dicono “Io sono di sinistra, però.....”. Però capiscono il “voto utile” capiscono che nasce da un ragionamento: meglio meno che nulla.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
Scusi, ma a che punto è la Federazione della Sinistra? Non ci saranno problemi di “settarismo” anche lì?<br />
</span><br />
Vorrei rovesciare la domanda: come mai a due anni dal congresso di Chianciano non è successo ancora niente? A due anni dalla nascita di quella idea non è stato prodotto nulla? C’era una prima grande “prossimità” tra le forze, soggetti che partivano dall’idea di stare con la falce e il martello. Se fosse stato vero sarebbe stato facile.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
Vuol dire che quel “collante” non è bastato?</span><br />
<br />
Che l’incidenza dei ceti politici è stata negativa, che non ha funzionato la dirigenza e che il vizio culturale del settarismo ha prevalso. Stiamo facendo passare del tempo prezioso, abbiamo perso appuntamenti importanti, buttato via due anni. C’è una responsabilità politica gravissima di chi avrebbe dovuto lavorare alla realizzazione concreta di questa esperienza unitaria.<br />
<span style="font-weight: bold;"><br />
<br />
Beh, non c’è solo Rifondazione...</span><br />
<br />
Certamente no. La responsabilità è collettiva. Ma chi è parte maggioritaria, ne ha di più.<br />
<br />
<a href="http://www.esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&amp;f=2&amp;IDArticolo=32968" target="_blank">http://www.esserecomunisti.it/index.aspx...colo=32968</a>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Luoghi comuni sui comunisti]]></title>
			<link>http://forumsinistra.info/discussione-luoghi-comuni-sui-comunisti</link>
			<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:26:58 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">http://forumsinistra.info/discussione-luoghi-comuni-sui-comunisti</guid>
			<description><![CDATA[Riprendendo un topic del vecchio forum proviamo ad elencare tutti i luoghi comuni sui comunisti:<br />
<br />
i comunisti mangiano i bambini<br />
<br />
nella DDR 1 persona su 2 era della STASI<br />
<br />
il comunismo ha fatto 10000000000000000000000000000000000000000 morti<br />
<br />
....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Riprendendo un topic del vecchio forum proviamo ad elencare tutti i luoghi comuni sui comunisti:<br />
<br />
i comunisti mangiano i bambini<br />
<br />
nella DDR 1 persona su 2 era della STASI<br />
<br />
il comunismo ha fatto 10000000000000000000000000000000000000000 morti<br />
<br />
....]]></content:encoded>
		</item>
	</channel>
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