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Orrenda strage in Norvegia

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Soso Offline
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Orrenda strage in Norvegia
L'inviato: ''Li ha radunati con una scusa e ha aperto il fuoco''
(23 luglio 2011)


Autobomba e sparatoria in Norvegia: ''Una catastrofe''. Da Oslo, il racconto di Giampaolo Cadalanu (Audio Radio Capital) :

"esecuzione a freddo di 84 ragazzi"

"la pista interna sembra la più affidabile"

"Un uomo con un passato politico molto netto (...) Parlava di argomenti neonazisti, che il multiculturalismo non può funzionare"


http://tv.repubblica.it/dossier/oslo-att...3188/71479





Il RITRATTO

Norvegese, di destra e anti islamico


il ritratto dell'attentatore di UtoyaEcco chi è Anders Behring Breivik, il presunto attentatore dell'isola di Utoya. Un fondamentalista cristiano di 32 anni, proprietario di una fattoria a 150 chilometri da Oslo che fin da giovane ha professato idee nazionaliste. Amante di libri come 1984 di George Orwell e di videogame online, ha militato per anni nel partito ultraconservatore Framstegspartiet (FrP)

Una foto di Anders Behring Breivik pubblicata su Facebook

OSLO - Alto, biondo, celibe. Anders Behring Breivik, presunto responsabile della strage sull'isola di Utoya, è un 32enne norvegese doc, fondamentalista cristiano e vicino agli ambienti dell'estrema destra xenofoba. Alcuni messaggi postati su Internet "lasciano pensare - dice le polizia - che avesse idee di destra e anti-musulmane, ma è troppo presto per dire se questa è stata la ragione del suo gesto". A parlare è il commissario di polizia, Sveinung Sponheim, alla televisione pubblica Nrk.

Secondo i media norvegesi Breivik milita in ambienti estremisti e aveva due armi registrate a suo nome, fra le quali un fucile automatico, probabilmente lo stesso con cui ha aperto il fuoco all'impazzata contro i circa 600 partecipanti del campus laburista. Il quotidiano Verdens Gang ha intervistato un suo amico che ha raccontato come l'uomo si sia avvicinato all'estrema destra in gioventù, intorno ai vent'anni. Il quotidiano riferisce inoltre che partecipava regolarmente ai forum online esponendo idee fortemente nazionaliste.

E' stato iscritto alla sezione giovanile del Partito del Progresso (Framstegspartiet, FrP) nel 1999, di orientamento conservatore e liberale, dove è rimasto fino al 2006. Tra il 2001 e il 2002 avrebbe ricoperto alcuni incarichi fra i quali quello di presidente di sezione. Attualmente il partito è il secondo nel parlamento norvegese con 41 seggi. "Ho lavorato diversi anni per il Partito del Progresso
- avrebbe scritto lo stesso Breivik in un post su Twitter - e per sostenerlo quando eravamo ancora a meno del 10 per cento", riporta il principale quotidiano norvegese Aftenposten.

Breivik è anche membro di un blog neonazista svedese, Nordisk, fondato nel 2007, che pone in risalto "l'identità, la cultura e le tradizioni nordiche". I frequentatori del blog - in cui figurano diversi commenti che incitano alla violenza - vanno da membri del Parlamento a leader di movimenti di estrema destra o neo-nazisti. Breivik vi ha creato un profilo nel 2009 utilizzando un pseudonimo riconducibile ad un suo indirizzo mail.

Diversi i suoi interventi in rete sul sito Document.no, che si descrive come un sito di analisi politica e commenti, e su altri forum. In questi Breivik non si abbandona a insulti, ma propone analisi estremiste relative al multiculturalismo, marxismo, Islam. "Per me" - scrive ad esempio in un post - "è ipocrita trattare musulmani, nazisti e marxisti in modo diverso: sono tutti supporter di ideologie dell'odio". In altri interventi critica i 'network marxisti-umanisti' che a suo dire si sono radicati nella società norvegese.

Nel suo profilo Facebook l'uomo si descrive come un conservatore, cristiano, celibe, interessato alla caccia, amante di film come Il Gladiatore, 300, Dogville e di romanzi del calibro di1984 di George Orwell o Il Processo di Franz Kafka e appassionato di videogame, dai giochi di ruolo online World of Warcraft e Age of Conan, allo sparatutto Call of Duty: Modern Warfare 2. La pagina, piena di video musicali presi da YouTube (l'ultimo condiviso il 18 luglio all'una di mattina), era scomparsa. Poi è riapparso un profilo sempre a nome di Anders Behring Breivik. Probabile però si tratti solo di uno scherzo di pessimo gusto. Su Twitter invece Breivik ha postato un messaggio il 17 luglio con una citazione del filosofo inglese John Stuart Mill: "Una persona con un credo ha altrettanta forza di 100mila persone che non hanno interessi".

Secondo quanto riferiscono i media norvegesi, il presunto omicida sarebbe proprietario di una fattoria a 150 chilometri da Oslo, nella regione di Heidmark, dove si sarebbe trasferito un mese fa lasciando la capitale norvegese. Dagli elenchi tributari, che in Norvegia sono pubblici, emerge che negli ultimi cinque anni ha dichiarato zero redditi, con l'eccezione del 2009, anno nel quale ha indicato modesti guadagni.

L'Hedmark è il cuore agricolo del Paese e qui il presunto omicida ha avuto la possibilità di acquistare fertilizzanti di nitrato di ammonio, ingrediente che può essere usato per fabbricare esplosivi. Le autorità hanno circoscritto la zona questa notte e stanno indagando. La polizia ha anche perquisito l'appartamento del giovane nella capitale norvegese, nella zona ricca della città, che ha lasciato per trasferirsi in campagna. Una curiosità: la stessa fattoria, oggi chiamata Breivik Geofarm, nel 2006 venne chiusa dopo la scoperta di una piantagione di marijuana.
http://www.repubblica.it/esteri/2011/07/...-19496231/
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SteDiessino Offline
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RE: Orrenda strage in Norvegia
Partire subito con la chiusura di tutti i siti neo-nazifascisti e con lo scioglimento di qualsiasi organizzazione di quella natura, specialmente se para-militare. Che questo ha fatto tutto da solo non ci crede nessuno.
L'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul LAVORO
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Stephke Offline
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RE: Orrenda strage in Norvegia
fascista e catto-talebano, un mix stomachevole!
"Anche in chi si è gettato nella lotta senza un chiaro perché, ha agito un'elementare spinta di riscatto umano, una spinta che li ha resi centomila volte migliori di voi, che li ha fatti diventare forze storiche attive quali voi non potrete mai sognarvi di essere!"
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Soso Offline
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RE: Orrenda strage in Norvegia
Cuore di tenebra

di Claudio Grassi e Marco Sferini

su redazione del 25/07/2011

su http://www.claudiograssi org e http://www.lanternerosse.it

Gli organi di informazione in queste ore stanno dipingendo Anders Behring Breivik come un classico fondamentalista. Un paranoico completamente assorbito da un odio cieco per i progressisti, per il multiculturalismo, per l’Islam. Tutto questo rischia di ridurre la tragedia di Oslo e dell’isoletta di Utoya alla esaltazione di un giovane psicopatico. Se la morte di quasi cento giovani norvegesi fosse riducibile alla semplice follia di un uomo, l’analisi che ne scaturirebbe sarebbe tristemente nota: impossibile poter prevenire tutte le cosiddette “follie”; impossibile creare dei deterrenti capaci di individuare i soggetti a rischio violenza. Si tratterebbe di un caso isolato, di un episodio di una gravità inaudita, ma senza alcun collegamento con la società, la politica e la cultura.
Invece sono proprio gli stimoli esterni che hanno indotto un uomo già segnato da una ideologia xenofoba e da una esasperante dedizione al fanatismo religioso a diventare un killer capace di travestirsi da poliziotto, sbarcare sull’isoletta di Utoya e fare strage di quei giovani che, secondo lui, non avevano diritto di vivere.
Le destre in questi decenni hanno ricostruito il loro consenso attorno alla paura. Paura del “diverso”, associato quasi sempre al migrante, a sua volta associato a criminale e portatore di valori antitetici ai nostri. Le destre in Europa dilagano non da pochi mesi, ma da anni. Basta risalire alle parole di Haider che in Austria proclamava la necessità della cacciata di tutti gli stranieri (soprattutto zingari e islamici); oppure spostarsi nella vicina Ungheria per osservare le parate militari di un partito, lo Jobbik, che sogna per Budapest i confini della Grande Ungheria dei tempi asburgici, cancellando praticamente la sottostante Croazia, parte della Serbia e della Romania e allargandosi fino alla Slovacchia.

SEGUE SU

http://www.esserecomunisti.it/index.aspx...colo=36046




La più grave strage politica avvenuta in Europa dal secondo dopoguerra ad oggi è rimasta in primo piano sui mass-media solo per un paio di giorni, già dal terzo giorno (lunedì) la notizia si trova in terzo o quarto piano e probabilmente già nei prossimi giorni scomparirà. Perchè?
Il primo semplicissimo motivo è che lo stragista non è un islamico. Il secondo imbarazzante motivo è che le sue idee sono condivise in parte o del tutto da larga parte dell'opinione pubblica. Ieri Borghezio e Feltri sono vomitevolmente usciti allo scoperto, cercando di togliere dall'imbarazzato silenzio la loro opinione pubblica, a modo loro ovviamente.

L'obbiettivo non è però nella difesa del terrorista come potrebbe sembrare, ma nell'attacco alle vittime.

Infatti vorrei concentrarmi ora su questo, non tanto sull'attentatore, ma sulle vittime. Fin dalle prime ore ho notato una certa freddezza nei loro confronti, una scarsità di empatia dalle più disparate parti, ed una scarsa focalizzazione su di loro. Strano, anche dal punto di vista del più cinico giornalismo sembrerebbero perfette per suscitare un commosso interesse generale. Giovani, civicamente impegnati, multirazziali, nordici della pacifica Norvegia del Welfare State. Ma nient'affatto, tutto ciò è quanto di più odiato possa esistere nella società di oggi.

Giovani, la società esalta il giovanilismo, la salute perfetta, i toni alti, ma non certo i giovani in quanto tali, che anzi sono odiati come non mai.

Civicamente impegnati, anche qui un certo fastidio, va bene se uno fa volontariato, si presume solo ed esclusivamente a beneficio della propria comunità, ma fare politica già è malvisto, ma soprattutto farlo in un partito, e per di più un partito non post-moderno che non ha mai reciso con la tradizione culturale novecentesca, e addirittura organizza dei campeggi politici, dei raduni, per questo un commentatore della Fox (uno di quei guru dell'opinionismo che vanno tanto di moda oggi) li ha paragonati alla gioventù hitleriana, loro, le vittime, non il carnefice. Viviamo in un mondo alla rovescia.

Multirazziali, nemmeno a dirlo, non solo predicavano la società multirazziale a parole, ma la mettevano in atto, lo erano loro stessi ( http://www.corriere.it/esteri/11_luglio_...5c0.shtml) , erano l'incarnazione di quel genere di futuro multirazziale e multiculturale tanto odiato da gran parte della gente. Non incarnavano il passato, ma il futuro, erano già l'incarnazione del futuro, inteso come del mai visto prima, e non inteso come disprezzo spicciolamente nuovista di ciò che non è nuovo, ma inteso come diversità. E questo per una società rinchiusa in esoteriche e demenziali demagogie, in idioti giovanilismi e paranoici complottismi è imperdonabile.

L'odio per un paese del welfare-state (e nordico) è un discorso più complesso, da trattare in seguito.
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RE: Orrenda strage in Norvegia
L'odio per un paese del welfare-state e per i suoi figli, il welfare-state, lo stato sociale è una delle cose più odiate nella nostra epoca. Più odiato perchè è odiato davvero da quasi tutte le parti politico-culturali. Era odiato dal terrorista, perchè le ideologie nazional-conservatrici di ispirazione neofascista vedono nello stato sociale sia l'origine e sia la realizzazione di tutti i mali della società. Il welfare-state è infatti contemporaneamente egualitario e individualista, in una maniera opposta e asimmetrica di come l'ordine delle cose dovrebbe essere per i neoconservatori e di come l'uguaglianza e l'individualismo andrebbero intesi secondo loro. Infatti è egualitario perchè dà dei servizi sociali indiscriminatamente a tutti, (scuola, sanità etc etc) e in questi modo permette il libero dispiegarsi per la realizzazione di ogni individuo oltre ogni distinzione di classe, religione, famiglia, censo. Una società basata sull'uguaglianza dove sono gli individui a prevalere sull'appartenza alle classi sociali, alle famiglie, alle religioni. E' aperta la strada al superamento della società divisa in classi. Non certo per sbaglio l'odio di breivik e il suo nemico prima di ogni altro era il marxismo culturale, perchè forse lui era pazzo (ma di certo in grado d'intendere e volere), ma la sua ideologia è ben definita e tutto fuorchè folle e isolata.
Ma l'odio per il welfare-state non è solo dell'estrema destra (e per estrema destra non si pensi solo ai gruppuscoli minoritari, ma anche ormai ai tanti partiti che prendono più del 10%) che sogna il ritorno ad una società comunitaria laddove la comunità è intesa nei suoi rapporti gerarchici e immobili e l'individuo è esaltato solo nell'accezione elitaria, per esempio come di grande capo, oppure come totale adesione ad un corpo (l'idolo idolatrato oppure "l'uno di noi"). Quindi come si vede una visione totalmente opposta e asimettrica alle concezioni sociali e individuali dell'illuminismo e in particolar modo del marxismo.

Ma lo stato sociale è odiato ed è il primo nemico da abbattere anche per i liberali, ed anche per l'estrema sinistra.
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RE: Orrenda strage in Norvegia
Ma lo stato sociale è odiato ed è il primo nemico da abbattere anche per i liberali, soprattutto per i liberali, da vent'anni cercano di abolirlo, perchè è considerato molto più di un impiccio, di un "laccio e lacciuolo" che non permette il libero dispiegarsi dei rapporti sociali, è considerato la causa prima delle crisi e delle stagnazioni che stanno attraversando le nostre economie dagli anni '70 ad oggi. Questa considerazione non nasce da un'analisi economica come si potrebbe pensare, ma dalla concezione ideologica che il liberalismo ha dell'uomo, del suo stato antropologico, che sarebbe egoista per natura, e perciò, se liberato dalla necessità, non più indotto a lavorare. Si tratta come detto di una tesi puramente ideologica di una parte ideologica, divenuta maggioritaria negli ultimi 20 anni, in forme potremmo dire totalitarie, anche per il livello di conformismo che hanno prodotto.
Per il marxismo invece il lavoro può essere una forma con la quale l'individuo si realizza nella società, indipendentemente dallo stato di necessità.
Per gli innumerevoli movimenti reazionario-comunitari che stanno sorgendo in questi anni a seguito delle crisi il lavoro è un dovere con il quale l'individuo si sacrifica per la propria comunità.

Tornando ai liberali, lo Stato sociale non è semplicemente un ostacolo da superare, un orpello di un passato nel quale l'esistenza dell'URSS all'Est e di forti partiti comunisti e socialdemocratici a carattere di massa in Europa dell'ovest costringeva i capitalisti a compromessi, ma è per loro proprio il cancro da estirpare.
E' vero che negli ultimi anni si è parlato molto delle economie emergenti degli ex paesi del terzo mondo quali la Cina come causa delle crisi, ma si tratta di un capro espiatorio, e i liberali sanno perfettamente che è un capro espiatorio da dare in pasto alla plebe, e che questi paesi in realtà stanno salvando l'economia globale. A ben vedere la "minaccia cinese" e stupidaggini simili è un tema più caro ai movimenti populisti-xenofobi e a quel particolare genere di capitalisti cialtroni e falliti (che paiono concentrarsi perlo più in Italia).
Viceversa l'abbattimento del Welfare-state è una vera e propria mission portata avanti con solerzia dal liberalismo.

Vedremo come alcune delle concezioni del liberalismo si riflettono meccanicamente nell'ultrasinistra e come anche per costoro il Welfare-State è un nemico da abbattere.
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RE: Orrenda strage in Norvegia
Anche per i gruppetti dell'ultrasinistra lo stato sociale è qualcosa se non da eliminare, di malvisto. La logica del tanto peggio tanto meglio che permea questi gruppi li porta a pensare che ogni miglioramento delle condizioni materiali porterà le masse a non volere la rivoluzione, allontanandone l'ora fatidica, perchè l'idea della natura umana che hanno questi gruppi è esattamente la stessa che hanno i liberal-conservatori descritta brevemente nel post sopra, e il loro modo di agire ricalca quello degli speculatori finanziari, ogni cosa e persona è strumentale al loro obbiettivo e profitto. Inoltre in particolar modo in Italia, una certa retorica guerriera antiborghese di derivazione fascista, porta a pensare in questi gruppi che ogni benessere conquistato porta al cosidetto imborghesimento.
Non meno importante è la mistica dottrinaria congiunta al complottismo, per cui affermando pedissequamente che lo Stato è espressione delle classi dominanti, si fa discendere che lo stato sociale dev'essere un qualcosa di voluto a tavolino dalla borghesia, per un qualche complotto truffaldino chiaramente. Si tratta di una logica totalmente insensata, ma è questo genere di discorsi che vengono ritualmente e compulsivamente ripetuti nei circoli cristallizzati, nei circoli elitari e autoreferenziali, basati sull'idea che il popolo è apatico e incosciente e si muove solo se un elite avanguardistica innalza il livello delle contraddizioni, attraverso azioni eclatanti o il disvelamento del complotto.
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